Alga tossica in Puglia: attenzione alta ma nessun allarmismo

Le autorità pugliesi fanno il punto sull’alga tossica rilevata dall’Arpa sulle coste regionali

Attenzione alta ma nessun allarmismo in Puglia per la presenza, rilevata dall’Arpa, dell’alga tossica (Ostreopsis Ovata) sulle coste, dal Gargano al Salento. A ridimensionare le preoccupazioni sono le Capitanerie di porto ma anche le Asl e le istituzioni locali, alle quali i cittadini si rivolgono con mail e telefonate, per ottenere informazioni e chiarimenti sull’alga e i suoi effetti.

ALGA 1Finora, pero’, non sono stati segnalati casi di disturbi preoccupanti subiti dalle persone, almeno stando ai report in possesso della Direzione marittima della Puglia e Basilicata, che raccoglie le segnalazioni di tutte le Capitanerie della regione e della Basilicata Ionica. “Al momento non abbiamo contezza di episodi che possano destare preoccupazione – spiega il tenente di vascello Tommaso Capodiferro, in servizio al Reparto operativo della Capitaneria di porto di Bari – se ci sono state segnalazioni sono rimaste a livello degli uffici locali, il che significa che non sono di particolare gravita'”.

ALGATOSSICA: MINISTRO AMBIENTE MANDA TECNICI A GENOVAAnche rispetto alla situazione specifica della costa barese (litorale compreso tra Giovinazzo e Polignano), finora “non sono state segnalate problematiche per la salute umana”. “Ne’ – aggiunge Capodiferro – le istituzioni competenti hanno inviato alla Direzione marittima della Puglia ordini di restrizione sul consumo di prodotti ittici”. Nessun divieto, dunque, per la vendita e il consumo di pesce crudo, almeno per il momento e massima rassicurazione per i cittadini preoccupati. Numerose sono state, nei giorni scorsi, le richieste di chiarimento giunte anche alla Capitaneria di Porto di Gallipoli, il cui comandante Attilio Daconto ha chiarito che “in Salento allo stato non sono stati evidenziati casi di disturbi alle persone e anche le motovedette, impegnate nei servizi di controllo della costa, non hanno segnalato la presenza di alghe particolari”.

ALGA 2L’attenzione era tornata alta nei giorni scorsi, dopo che l’Arpa (Agenzia regionale per la prevenzione dell’Ambiente) aveva reso noti i dati del monitoraggio relativo alla presenza della Ostreopsis Ovata, effettuato sulle coste pugliesi nelle ultime due settimane di luglio. In sette punti della regione, in particolare, risultavano concentrazioni molto abbondanti dell’alga conosciuta come “tossica” in quanto l’inalazione di particelle acquose in cui e’ dissolta puo’ provocare disturbi quali faringiti, tosse, disturbi respiratori, cefalee, nausee, raffreddore, congiuntivite, vomito, dermatiti e febbre. La sua presenza e’ stata segnalata nel mare Adriatico fin dal 2000 e si ripresenta ormai ogni anno a causa dell’innalzamento della temperatura del mare. L’Ostreopsis Ovata, infatti, attecchisce su fondali rocciosi e in acque calde.

alga tossicaIn Puglia le concentrazioni piu’ elevate sono state segnalate a Porto Badisco (Otranto) e Forcatella (Fasano) con picchi di tre milioni e un milione e 802mila. Inoltre a Torre Canne (384mila di cellule) e Apani (228mila) sempre in provincia di Brindisi; a Giovinazzo (Bari) dove la concentrazione rilevata e’ di quasi 600mila cellule, sulla costa barese di Santo Spirito con un milione e 78mila e sul lungomare di San Giorgio con una presenza di 163mila cellule.(AGI) (AGI) – Lecce, 8 ago.- Le autorita’ hanno comunque ridimensionato l’allarme, sollecitando al tempo stesso la popolazione a prestare attenzione al consumo di frutti di mare crudi, in particolare i ricci, dal momento che l’alga vive sugli scogli.

PugliaIn particolare l’Azienda sanitaria di Brindisi ha diffuso una nota in cui si invitano i cittadini a non farsi prendere dalla psicosi e a prestare semplicemente attenzione ad alcune attivita’ che si effettuano sulla costa. Si precisa innanzitutto che i rischi connessi alla inalazione di alga tossica aumentano nei giorni in cui c’e’ vento e il mare e’ mosso,perche’ “la modalita’ di esposizione per il manifestarsi dei sintomi non e’ l’ingestione, ma l’inalazione di aerosol marino e cioe’ di microparticelle acquose in sospensione contenenti l’alga”. Inoltre si consiglia di non consumare “echinodermi marini (ricci di mare) e di molluschi, muniti di conchiglia, pescati nel tratto di costa interessato, nel cui corpo, col tempo, si concentra la tossina. Questi contaminati dalla tossina prodotta da Ostreopsis, se mangiati, anche se cotti, provocano una intossicazione alimentare”. Altre indicazioni, sul modo migliore per convivere con la presenza dell’alga in tutta sicurezza, vengono fornite dal sindaco di Fasano Lello Di Bari, ansioso di fare chiarezza a causa delle notizie diffuse negli ultimi giorni, che hanno ingenerato confusione e preoccupazione nell’opinione pubblica in preda all’allarmismo”. Precisando che “L’alga tossica e’ un evento del tutto naturale dovuto al periodo prolungato di elevate temperature come l’attuale”, il primo cittadino chiarisce che “non e’ in discussione la balneabilita’ del nostro mare”, come dimostrerebbero le analisi di balneabilita’ effettuate lungo la costa fasanese. “l’unico suggerimento che sento di dare a cittadini, turisti e vacanzieri e’ di non passeggiare, o sostare, lungo la scogliera durante le mareggiate” conclude Di Bari, invitando contestualmente “cittadini, turisti e vacanzieri a stare tranquilli”.