Alla scoperta dei suggestivi laghi di Monticchio, gioielli imperdibili della Basilicata [FOTO]

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I laghi di Monticchio, situati sulle pendici del Monte Vulture, un antico vulcano inattivo, rappresentano una meta ambita da visitare soprattutto in estate, immergendosi nella natura, tra gli intensi profumi e la frescura dei boschi

Il Monte Vulture, un antico vulcano inattivo, custodisce, sulle sue pendici, a circa 660 metri di altitudine, 2 meravigliosi specchi d’acqua: i laghi di Monticchio, all’interno di uno scenario bucolico tra boschi di pini, abeti, castagni e faggi. I due laghi rappresentano una meta ambita da visitare soprattutto in estate; una destinazione perfetta per gli amanti del relax, di salutari passeggiate immersi nella natura tra gli intensi profumi e la frescura dei boschi. Il lago Grande ha una colorazione olivastra, tendente al marrone per il suo fondale fangoso, mentre il lago Piccolo ha acque verdastre per via dei fondali formati da pietre vulcaniche e fango.

MONTICCHIO 1I laghi sono separati da una striscia di terra larga poco più di 200 metri. In quest’oasi da sogno dominano le ninfee, i boschi popolati da caprioli, orsi bruni, falchi e gufi, con le farfalle notturne che amano le zone piene di frassini. Questo prezioso habitat è divenuto Riserva regionale lago Piccolo di Monticchio nel 1984; costituendo un’area di 187 ettari nel Comune di Atella, in provincia di Potenza. Riflessa nelle acque del Lago Piccolo, il meraviglioso complesso dell’Abbazia di San Michele, costruito a più riprese in un luogo in cui si insediarono, nell’ordine, monaci basiliani, benedettini e frati cappuccini, comprendente la cappella di San Michele, un convento e una chiesa settecentesca. Nei primi due piani dell’edificio ha sede il Museo di Storia Naturale del Vulture, con una sezione dedicata alla farfalla notturna Bramea e all’entomologo altoatesino Federico Hartig che la scoprì nel 1963 proprio da quelle parti. I laghi di Monticchio sono gioielli imperdibili della Basilicata, immersi nel verde e nella storia… luoghi in cui è possibile abbandonare la frenesia di tutti i giorni per riconciliarsi con la natura, sull’esempio di Federico II DI Svevia che era solito passare interi pomeriggi nei boschi o del brigante “Crocco” che li scelse per nascondere la sua latitanza dopo le battaglie per l’Unità d’Italia.