Il maltempo ora si sposta al sud e sulla Sicilia, attesi forti temporali e nubifragi sparsi
Un tempo, fino agli anni 90, questi guasti del tempo a cavallo di Ferragosto erano piuttosto frequenti, tanto da segnare il giro di boa dell’estate. Oggi rivedere simili configurazioni fa un certo effetto, soprattutto se si verificano dopo un lungo periodo di stabilità e clima molto caldo, prolungati per diversi giorni e settimane. Nel frattempo il lento movimento verso il mar di Corsica del “CUT-OFF”, colmo di aria fresca atlantica in quota, che lo scorso sabato si era isolato sulla Francia sud-occidentale sta determinando un notevole calo dei valori di geopotenziale e del campo termico, con una conseguente instabilizzazione della colonna d’aria per l’acuirsi del “gradiente termico verticale”.
Mentre le regioni settentrionali, in particolare il Piemonte, la Lombardia, già nella giornata di ieri hanno fatto i conti con forti temporali, grandinate e colpi di vento, causati proprio dal passaggio del fronte freddo del “CUT-OFF” proveniente dalla Francia, al sud e sulle Isole l’hanno fatta da padrone il caldo e il tempo d’attesa. Difatti, la circolazione depressionaria legata al “CUT-OFF” francese, facendo il suo ingresso sul mar Mediterraneo ha avuto il merito di richiamare un flusso di calde e umide correnti meridionali, d’estrazione sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico algerino e tunisino si sono spinte verso la Sicilia e l’Italia meridionale, dove i termometri si sono impennati ben oltre la soglia dei +30°C.
Ma questo temporanea fase calda è destinata ad avere già le ore contate. Già nel corso della mattinata di domani il “CUT-OFF” si spingerà ulteriormente verso sud, avvicinandosi alla Sardegna, con dei massimi di vorticità positiva in quota sul Tirreno centro-meridionale che alimenteranno un marcato “forcing” convettivo, favorendo lo sviluppo di sistemi temporaleschi alla mesoscala che causeranno temporali di moderata e forte intensità, tra la Sardegna e le regioni tirreniche e l’ovest della Sicilia. L’aria fresca che alimenta in quota il “CUT-OFF”, soprattutto nella media troposfera, scorrendo sopra il “cuscino d’aria calda e umida” preesistente nei bassi strati genererà un forte “gradiente termico verticale”, capace di attivare una diffusa attività convettiva, con lo sviluppo di numerose “Cellule temporalesche” e di sistemi temporaleschi a mesoscala che colpiranno le regioni tirreniche centro-meridionali, dal Lazio alla Campania, per trasferirsi successivamente alla Calabria e alla Sicilia, con fenomeni localmente anche di forte intensità.
Proprio sulle regioni centro-meridionali, durante il passaggio del fronte freddo e dei massimi di vorticità positiva in quota, si attendono i fenomeni più intensi, con il rischio di locali nubifragi che potrebbero causare temporanei allagamenti e la rapida piena di fiumi e torrenti. Nelle ore pomeridiane invece intensi temporali, ma di natura “termoconvettiva”, si svilupperanno lungo la dorsale appenninica, arrecando precipitazioni sparse, sotto forma di rovescio o temporale, fra l’alta Toscana, Marche, Abruzzo, aree più interne del Lazio, Molise, zone interne della Campania, Calabria, Puglia e Basilicata. La circolazione depressionaria chiusa in quota nel corso del pomeriggio e della serata di domani tenderà a muoversi verso il basso Tirreno, dove si posizioneranno anche i massimi in quota della vorticità potenziale, in fase di spostamento verso la Sicilia e il mar Ionio, poco a sud dello Stretto di Messina.
Mercoledì i temporali più intensi interesseranno la Basilicata meridionale, il Salento, la Calabria e la Sicilia, proprio per l’insistenza del nucleo di vorticità positiva facente capo alla depressione in quota che imprimerà un intenso “forcing” dinamico in quota, capace di stimolare una intensa attività convettiva, già ben supportata dalla presenza di un forte “gradiente termico verticale”, fra il nocciolo di aria fresca collegato al “CUT-OFF” e lo strato di aria più calda e molto umida presente in prossimità del suolo, sopra la calda superficie del mare. Un mix davvero esplosivo che potrebbe fungere da miccia per lo scoppio di fortissimi moti convettivi, in grado di sfornare imponenti sistemi convettivi alla mesoscala davvero imponenti, capaci di dare luogo a forti temporali e a nubifragi, accompagnati da una notevole attività elettrica e colpi di vento lineari (“downbursts”) legati alle singole “cellule temporalesche”.
Prima di concludere occorre anche precisare che tale “CUT-OFF”, spostandosi molto lentamente verso il Tirreno centro-meridionale, avrà a disposizione tutto il tempo necessario per cominciare ad autoalimentarsi, aspirando aria molto calda e ricca di umidità dalla superficie marina. Tale processo di solito, specie se l’area ciclonica rimane semi-stazionaria per più giorni sopra un ambiente molto caldo e carico di umidità, può causare un improvviso scoppio dell’attività convettiva attorno il centro della bassa pressione, comportando un notevole approfondimento di quest’ultima a seguito del calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo messo a disposizione dalla calda superficie del mare. In sostanza il sistema depressionario, risucchiando calore latente di evaporazione dalla superficie marina, molto calda, potrebbe al proprio interno riempirsi di aria calda e umida, incamerando questo calore all’interno del nocciolo depressionario fino alla media troposfera.
Durante questa evoluzione, detta “tropical transition”, all’interno dell’area depressionaria il processo “baroclino” (tipico degli extratropicali) viene sostituito da quello “barotropico” (tipico dei cicloni tropicali), con una notevole intensificazione dell‘attività convettiva attorno il minimo barico centrale. In questi casi il ciclone diventa pienamente autonomo e prende la sua energia dal calore latente fornito dal mare, di conseguenza la convenzione esplode nel centro del sistema, il “gradiente barico” attorno il sistema si rafforza notevolmente mentre i venti si intensificano improvvisamente fino a superare i 100-120 km/h, favorendo la formazione del tipico occhio del ciclone dentro la massa temporalesca, molto ben visibile dalle moviole satellitari.
Al momento questa possibilità di evolvere in un sistema depressionario dalle caratteristiche sub-tropicali, malgrado le condizioni termodinamiche potenzialmente elevate, rimangono molto basse, non oltre il 35-40 %. Questo perché i valori di vorticità positiva isoentropica in quota, quelli capaci di far degenerare una comune depressione in un vero e proprio “TLC”, non sono molto elevati. Inoltre manca il passaggio del ramo principale del “getto polare”, il quale solitamente con il suo passaggio nell’alta troposfera favorisce l’ingresso di masse d’aria molto secche dalla parte più bassa della stratosfera, le quali inasprendo il “gradiente igrometrico verticale” tendono a rinvigorire la convenzione su tutti i lati della circolazione depressionaria. Tali moti ascensionali di seguito contribuiscono a riempire il nucleo depressionario di aria piuttosto calda e molto umida, fino ai medi e bassi strati, iniziando a creare un cosiddetto “warm core”. Per monitorare la situazione in tempo reale, ecco le pagine del nowcasting:


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