Avviate le indagini per far luce sulla dinamica del’incidente che stamani è costato la vita ad un alpinista olandese, caduto nel vuoto mentre si arrampicava su uno dei pendii del Monte Bianco: da una prima ricostruzione pare che l’appiglio, troppo fragile, abbia ceduto sotto la sua mano
L’appiglio di roccia friabile gli ha ceduto sotto la mano e lui e’ precipitato per circa dieci metri: il casco non e’ bastato e i traumi alla base del cranio sono stati fatali all’alpinista di 53 anni, originario della Russia e cittadino olandese, morto oggi a 3.800 metri, sulla via ‘normale’ al Pic Gugliermina (gruppo del Peuterey), nel versante italiano del massiccio del Monte Bianco. L’incidente mentre procedeva, legato, davanti al compagno di cordata, uno statunitense. L’alpinista americano ha arrestato solo parzialmente la caduta del compagno. I due si erano accampati in tenda alla base della via ‘normale’, nei pressi delle placche Schneider, e questa mattina sono partiti per l’impegnativa ascensione (classificata Td-molto difficile). Le indagini sull’accaduto sono condotte dal Soccorso alpino della guardia di finanza di Entreves. Il recupero e’ stato portato a termine dal Soccorso alpino valdostano, intervenuto in elicottero.


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