Cefalea a grappolo: cause, durata e sintomatologia, diagnosi e cura

La cefalea a grappolo, uno dei tipi di cefalea più fastidiosi, alterna fasi attive, chiamate “grappoli” o “cluster” con periodi di remissione spontanea. Le cause esatte non sono ancora chiarite ma esistono numerosi fattori scatenanti. L’attacco può durare dai 15 ai 180 minuti e per la diagnosi esistono centri specializzati a tale scopo. La terapia è a base di triptani

La cefalea a grappolo è uno dei tipi di cefalea più pericolosi e insopportabili. Gli attacchi dolorosi si verificano regolarmente, con carattere periodico: le fasi attive (chiamate “grappoli” o “cluster” in inglese, proprio perché gli attacchi sono frequenti e ravvicinati) durano da settimane a mesi e si alternano a lunghi periodi di remissione spontanea, privi di dolore.

CEFALEACAUSE: Le cause non sono ancora del tutto chiarite. Si pensa che possa essere coinvolto l’ipotalamo, sede anche del nostro orologio biologico; il che spiegherebbe la natura ciclica, regolare e spesso stagionale degli attacchi. Si ritiene ce possano essere coinvolti fattori ormonali (melatonina e cortisolo), squilibri nei livelli di alcuni neurotrasmettitori (serotonina). Alcuni pensano che nella cefalea a grappolo sia coinvolto un malfunzionamento delle terminazioni del ganglio sfeno-palatino, una struttura nervosa collegata al nervo trigemino e alle vie nervose che conducono gli stimoli alle ghiandole lacrimali e alla mucosa nasale. Questo spiegherebbe alcuni dei sintomi che accompagnano la crisi dolorosa, come la lacrimazione intensa e la congestione nasale. Tra i fattori scatenanti della cefalea a grappolo, che colpisce più frequentemente il sesso maschile, in età giovanile (mediamente intorno ai 25 anni d’età): il consumo di bevande alcoliche, il fumo di sigaretta, lo stress e le emozioni intense, l’alterazione dei ritmi sonno-veglia, gli effetti del Jet lag, alcuni farmaci (esempio: nitroglicerina, farmaco antianginoso utilizzato nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica).

CEFALEA COPDURATA E SINTOMATOLOGIA: L’attacco, che può durare dai 15 ai 180 minuti, è caratterizzato dai seguenti sintomi: dolore lancinante (tanto che tale cefalea viene definita “cefalea da suicidio”), localizzato da un solo lato, dietro e intorno all’occhio, accompagnato da un abbassamento e gonfiore della palpebra, intensa lacrimazione, irritazione della congiuntiva che si arrossa, naso chiuso con secrezione. A volte è presente un arrossamento della metà del volto interessato, con sudorazione della fronte, nausea e vomito.

DIAGNOSI: Per la diagnosi della cefalea a grappolo esistono centri specializzati a tale scopo, generalmente dipendenti da cliniche neurologiche delle università.  E’ necessaria, in ogni caso, un’analisi anamnesica, osservando attentamente sintomi e segni del paziente. E’ preferibile che quest’ultimo si presenti alla visita con un diario in cui ha precedentemente annotato una descrizione del dolore, l’orario di manifestazione dei sintomi, le attività praticate all’insorgenza del dolore, le bevande e gli alimenti che stava consumando ecc. Per escludere altre eventuali malattia che possono presentare un quadro clinico simile alla cefalea a grappolo, occorrono: una risonanza magnetica nucleare, Tac o puntura lombare.

CEFALEA 2CURA: La terapia, che va prescritta dal medico, prevede triptani (efficace il Sumatriptan, somministrato per via sottocutanea). Negli attacchi di lieve-media entità, benefici si ottengono con ossigeno per via inalatoria o indometacina per via intramuscolare o in supposte. Nelle forme episodiche, possono essere utili i corticosteroidi come prevenzione, oppure il medico può prescrivere il Verapamil o il litio carbonato come profilassi, anche nelle forme croniche. Infine esiste una tecnica di neurochirurgia stereotassica (deep brain stimulation), utilizzabile in caso di attacchi di cefalea a grappolo che non rispondono alla terapia farmacologica.