Lunedì prossimo riprenderanno a Bonn, in Germania, i negoziati preliminari in vista della XXI Conferenza mondiale sul clima (COP21) che si terrà a dicembre a Parigi. In un’intervista a Le Monde il segretario generale delle Nazioni Unite confida il suo ottimismo sulla conclusione di un accordo internazionale che permetta di contenere l’innalzamento delle temperature in corso.
Ma ricorda che dal Summit di Rio (1992) in poi non è stato fatto alcun passo avanti concreto: “Quanto tempo dobbiamo attendere ancora? La scienza è chiara. Vediamo le ripercussioni dei cambiamenti climatici ormai in tutti i paesi. Le trattative avanzano a passo di lumaca, ma tutti sanno ormai che Parigi è la scadenza ultima”.
Per il segretario generale dell’Onu restano almeno quattro ostacoli importanti da superare: “In primo luogo il livello delle ambizioni. Secondo, la natura giuridica dell’accordo, se vincolante o meno. In terzo luogo, la questione delle responsabilità cosiddette “comuni ma differenziate”; da ultimo la questione chiave dei finanziamenti”.
Clima, il pessimismo di Ban Ki-moon: “avanziamo a passo di lumaca”


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