Conflitti in Medio Oriente, paradossale calo dell’inquinamento

Uno studio dimostra che in Siria, Iraq e Iran sono diminuiti i livelli biossido di azoto

I conflitti armati e le crisi economiche e umanitarie in corso in Medio Oriente nella tragicita’ provocano un paradosso positivo: la qualita’ dell’aria che e’ diventata piu’ pulita. Lo sostiene uno studio pubblicato su Science Advances, che grazie ai dati satellitari ha scoperto come nelle principali citta’ dell’area, il livello di biossido di azoto (un inquinante causato dai combustibili fossili) dopo un aumento registrato tra il 2005 e il 2010, sia calato in modo molto forte negli ultimi anni, in corrispondenza con le crisi geopolitiche in corso nella regione.

inquinamento smogLe conseguenze dei conflitti armati, delle sanzioni commerciali e dell’avanzata dello Stato islamico sulla qualita’ dell’aria, sottolineano i ricercatori, possono essere ‘viste’ anche dallo spazio: per la ricerca gli scienziati del Max Planck Institute for Chemistry di Mainz (Germania) e di due universita’ saudite, hanno infatti utilizzato i dati ottenuti dal satellite della Nasa Aura, in grado di misurare gli inquinanti atmosferici. In Siria i livelli di biossido di azoto sono crollati: dall’inizio della guerra civile, nel 2011, Aleppo e Damasco hanno registrato un taglio del 50% di questo inquinante. Ma nel vicino Libano, dove migliaia di profughi siriani hanno cercato rifugio, c’e’ stato invece un aumento fino al 30% di biossido di azoto, che gli studiosi attribuiscono al flusso di profughi. Dai dati satellitari sulla qualita’ dell’aria arrivano anche ‘indizi’ sull’avanzata dello Stato Islamico in Iraq: i livelli di biossido di azoto, inizialmente cresciuti dopo la guerra, dal 2013 sono calati nell’area a nord-ovest della capitale, dove la presenza dei terroristi e’ piu’ forte. Quanto all’Iran, dopo il 2010 gli inquinanti sono scesi a causa del calo economico legato alle sanzioni internazionali imposte a Teheran