Eccezionale moria di pesci nella fossa grande di Caldaro provocata dal grande caldo

La ridotta quantita’ di ossigeno presente nell’acqua a causa dell’ondata di caldo, e la conseguente bassa portata, sono le cause piu’ probabili della moria di pesci registratasi a fine luglio nella fossa grande di Caldaro. Questo il risultato emerso dalle analisi svolte dall’Ufficio provinciale tutela acque. Il dato piu’ confortante che si puo’ ricavare dalle analisi dei laboratori dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e’ l’assenza di elementi tossicologici all’interno delle acque della fossa grande di Caldaro.

“La moria di pesci che e’ stata registrata a fine luglio tra il lago e l’impianto di depurazione di Termeno – spiega il direttore dell’Ufficio tutela acque Ernesto Scarperi – e’ dunque quasi certamente da addebitare ad altre cause: innanzitutto la ridotta quantita’ di ossigeno presente nell’acqua e la bassa portata provocata dall’eccezionale ondata di caldo che ha investito la zona”. Per fare in modo che in futuro situazioni del genere non abbiano a ripetersi, gli uffici provinciali competenti (tutela acque, gestione risorse idriche, caccia e pesca) si sono incontrati con i sindaci di Caldaro e Termeno, nonche’ con rappresentanti di associazioni di pescatori e agricoltori della zona. “L’obiettivo – sottolinea Ernesto Scarperi – era quello di compiere il primo passo verso la creazione di un piano di gestione sia della fossa che del lago di Caldaro. Un controllo piu’ efficiente sulle attivita’ dei consorzi di bonifica e sulle operazioni di captazione delle acque dovrebbero ridurre al minimo il rischio di dover affrontare situazioni di emergenza come quella delle scorse settimane”.