Alcuni dei numeri del nuovo Canale di Suez: 8 miliardi di investimento, un allargamento della via navigabile di 37 km, la costruzione di una via parallela di 35 km
Cerimonia in pompa magna, in Egitto, per l’inaugurazione del raddoppio di un tratto del Canale di Suez. In alta uniforma militare, il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha presenziato all’evento a bordo di una storica imbarcazione, lo yacht El-Mahrousa, che per primo varco’ la via navigabile aperta nel novembre 1869. La flottiglia di navi e’ partita dalla citta’ portuale di Ismailiya, scortata da velivoli aerei in formazione, fra cui i cacciabombardieri Rafale appena arrivati dalla Francia. Alla cerimonia, trasmessa in diretta tv, erano presenti capi di Stato e di governo, fra cui il presidente francese, Francois Hollande, il premier russo, Dmitri Medvedev.

Per l’Italia, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Imponenti le misure di sicurezza, con oltre 100mila poliziotti schierati in sei province. Progetto ‘faraonico’ da 8 miliardi di euro completato a luglio – in largo anticipo rispetto ai 3 anni previsti – il raddoppio del Canale consiste nell’allargamento di 37 chilometri della via navigabile e nello scavo di una via parallela di 35 chilometri; dovrebbe portare a introiti annui per oltre 13 miliardi di dollari entro il 2023, rispetto ai 5 miliardi di quest’anno, e a un aumento da 49 a 97 delle navi che giornalmente lo percorrono. L’inaugurazione e’ stata trasmessa in una serie di maxischermi allestiti nelle piazze delle principali citta’ del paese, dove oggi e’ stato proclamato un giorno di festa.

Alle 16.20 il presidente Sisi dovrebbe tenere un discorso mentre l’autorizzazione finale all’apertura del nuovo Canale sara’ firmata alle 16:35. Il presidente egiziano ha voluto fortemente quest’opera, che e’ stata finanziata interamente da investitori egiziani. “E’ una conquista per il popolo che e’ riuscito a finanziarlo come progetto nazionale e a realizzarlo attraverso la perseveranza e il duro lavoro”, e’ stato il commento fatto filtrare dall’ufficio del presidente, che vede nell’opera la via per legittimare e fortificare la propria leadership in un Paese lacerato dalle tensioni con i Fratelli Musulmani e i sostenitori del deposto e condannato a morte Mohamed Morsi.


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