Frane in Cadore, gli ingegneri: “serve un piano nazionale di tutela”

“La tragedia di San Vito del Cadore sollecita la richiesta sempre piu’ urgente e stringente di un piano nazionale di prevenzione per contrastare i danni e i disagi causati dal maltempo e le perdite di vite umane. Non possiamo ritrovarci ogni volta a piangere persone per ritardi nell’elaborazione di un sistema di prevenzione adeguato e necessario” . Cosi’ interviene sulla drammatica frana che ha colpito il bellunese il vice presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), Fabio Bonfa’. Ieri sera una bomba d’acqua causata da un temporale ha provocato rapide, frane e smottamenti. La piu’ imponente, innescata dall’esondazione del torrente Ru Secco, ha fatto tracimare un bacino di contenimento: “L’ennesima emergenza, quella del Cadore, che ripropone la necessita’ di uscire al piu’ presto dall’ottica dell’emergenza per sostituirla con quella della prevenzione”. Fondamentale per l’esponente del Cni affrontare nell’immediato la questione investimenti: “Per quanto riguarda la quantificazione dei costi per la messa in sicurezza dai piu’ gravosi rischi di tipo idraulico, servirebbero investimenti pari a 40 miliardi di euro su base nazionale. Sono le regioni del Centro/Nord, secondo rielaborazioni del nostro Centro Studi, ad averne maggiore bisogno. Solo per l’Emilia Romagna ne servirebbero 5,8 miliardi. 2,2 sarebbero i miliardi da spendere in Trentino Alto Adige e 2 in Veneto”.