Dati drammatici per i ghiacciai alpini, si stanno sciogliendo sempre più rapidamente
“I ghiacciai e il permafrost si stanno riducendo ad un ritmo che non ha precedenti negli ultimi secoli. Tutto questo ha importanti conseguenze sulla disponibilita’ di acqua dolce, sul ciclo idrologico e sulla stabilita’ dei versanti, originando spesso situazioni di rischio per la popolazione e le infrastrutture. La calda estate del 2015, con temperature senza precedenti nel mese di luglio da quando esistono rilevamenti di dati, e’ soltanto l’ultimo episodio di una serie di eventi climatici che stanno compromettendo la risorsa glaciale delle Alpi, modificando rapidamente gli ambienti alpini e noi saremo proprio in questi posti dove assisteremo in diretta al distacco dei ghiacci“. Lo dice Roberto Seppi, docente del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Universita’ di Pavia.
“Il Ghiacciaio del Belvedere, al cospetto della maestosa parete est del Monte Rosa, e’ un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni in atto nel paesaggio glaciale delle Alpi– spiega Seppi– si tratta di una delle aree piu’ studiate e meglio documentate dell’intero arco alpino dove, negli ultimi decenni, piu’ volte si sono verificate situazioni di rischio ambientale legate alla dinamica evoluzione degli ambienti glaciali“. Da questo punto di vista, “l’area del Ghiacciaio del Belvedere e’ unica nelle Alpi italiane– avverte il docente- ricordiamo soltanto i due episodi principali, la rotta glaciale del Lago delle Locce nel 1979, che ha alluvionato i tratti a valle danneggiando gli impianti di risalita, e la comparsa del lago epiglaciale denominato “Effimero”, che dal 2001 al 2003 ha rappresentato una seria minaccia di alluvione per tutta la Valle Anzasca“.
Il 26 settembre la stampa italiana e straniera avra’ la grande opportunita’ di essere direttamente sui ghiacciai accompagnati dai massimi studiosi delle Alpi e del fenomeno di scioglimenti dei ghiacciai. Si potranno osservare e filmare crolli attivi di seracchi di ghiaccio. “Con il press tour osserveremo La parete nord-orientale del Monte Rosa, che si innalza fino agli oltre 4.500 metri di quota delle vette piu’ elevate– spiega Roberto Seppi, docente del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Universita’ di Pavia- si tratta di una delle piu’ imponenti pareti rocciose delle Alpi che, per le sue caratteristiche, e’ stata spesso paragonata agli ambienti himalayani“.
Negli ultimi decenni, “questo settore del Monte Rosa ha avuto un’evoluzione particolarmente dinamica, legata alle trasformazioni della criosfera in relazione ai cambiamenti climatici– avverte Seppi– imponenti frane, valanghe di roccia e ghiaccio, distacco di seracchi ne stanno rapidamente cambiando l’aspetto e i fenomeni in atto hanno attirato l’attenzione della comunita’ scientifica internazionale che ne ha documentato i possibili meccanismi. Si potranno osservare ed eventualmente filmare crolli attivi di seracchi di ghiaccio“. Sul ghiacciaio del Belvedere “sara’ possibile osservare le imponenti lingue del ghiacciaio che, con una superficie di circa 4,5 km2 rappresenta il piu’ esteso ghiacciaio delle Alpi piemontesi– segnala il docente- si tratta di un ghiacciaio particolare, la cui lingua terminale raggiunge una quota molto bassa (circa 1800 m) ed e’ completamente coperta di detriti“.
I ghiacciai di questo tipo “sono definiti ‘ghiacciai neri’ e caratterizzano soprattutto le valli himalayane, mentre sono molto piu’ rari nelle Alpi– prosegue Roberto Seppi, docente del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Universita’ di Pavia- l’osservazione del Ghiacciaio del Belvedere offrira’ l’occasione per parlare della situazione dei ghiacciai alpini e italiani e dell’intensa fase di riduzione che li sta caratterizzando a causa dei cambiamenti climatici in atto. Si parlera’ anche dei numerosi episodi di rischio ambientale che si sono succeduti negli ultimi decenni in questa area“. Il press tour fa parte dell’anteprima stampa della Settimana del Pianeta Terra, la piu’ imponente kermesse di promozione delle Geoscienze, ideata e voluta da Rodolfo Coccioni dell’Universita’ di Urbino e Silvio Seno dell’Universita’ di Pavia, realizzata con il supporto delle universita’ italiane, i centri ed istituti di ricerca e dall’intero mondo delle Geo-Scienze.


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