Piogge e temporali bagnano il Sahara, accumuli localmente anche abbondanti
Dopo aver causato forti temporali, nubifragi e persino una disastrosa “flash flood” che nella mattinata di ieri ha investito l’area di Rossano, il piccolo “CUT-OFF” abbassandosi di latitudine e assumendo caratteristiche tipiche di un sistema depressionario dalle caratteristiche sub-tropicali, è riuscito a causare forti temporali e rovesci anche nel cuore del Sahara algerino. Il piccolo sistema depressionario in quota spostandosi sullo Ionio occidentale, poco a largo delle coste della Sicilia orientale, ha convogliato un flusso di fresche correnti da NO che dal Mediterraneo centro-occidentale si sono spinte fino al cuore del Sahara algerino, subito dopo aver attraversato la catena montuosa dell’Atlante Telliano.

Il passaggio di questo flusso di aria più fresca, di origini atlantiche, sopra l’arroventato entroterra desertico algerino ha generato fortissimi contrasti termici e igrometrici (l’aria stazionante al suolo è decisamente più secca) che hanno favorito la genesi di imponenti annuvolamenti cumuliformi, molto compatti, che hanno dato la stura a piogge sparse e locali rovesci che si sono spinti fino al cuore del deserto algerino, bagnando le dune di sabbia e i terreni rocciosi che caratterizzano questo scorcio del Sahara. Nella giornata di ieri sono state davvero significative le piogge cadute su alcune aree poco a sud dell’Atlante Sahariano, dove si sono originate grosse “Cellule temporalesche” che hanno dato luogo a forti rovesci e a temporali brevi ma molto intensi, accompagnati da attività elettrica e colpi di vento.
Localmente si stimano accumuli di oltre 15-20 mm nelle aree colpite dai rovesci temporaleschi. Dando un’occhiata alle immagini satellitari di ieri si notava chiaramente come l’instabilità, nel pieno della regione sahariana centro-occidentale, sia stata innescata dallo scorrimento nella media e bassa troposfera di spifferi di aria umida pilotati da correnti dai quadranti nord-occidentali, che dalle Baleari si propagavano verso l’Atlante, sconfinando fino al Sahara algerino. Queste infiltrazioni di aria umida in quota, pilotate dal “CUT-OFF” in allontanamento sullo Ionio, nel corso della serata di ieri hanno agevolato la rapida formazione di grossi cumuli e cumulonembi che hanno dato luogo ai temporali che a macchia di leopardo hanno interessato parte dell’entroterra desertico algerino. Vedere piogge in questo periodo dell’anno nel nord della fascia sahariana è veramente piuttosto raro. Ma altre piogge e altri temporali si sono verificati anche nel sud dell’Algeria, e fra il Mali, il Niger e il Ciad.

In questo caso queste precipitazioni sono da ascrivere all’elevazione verso nord del “fronte di convergenza intertropicale”. In sostanza i temporali che da diversi giorni investono l’area montuosa dell’Ahaggar sono prodotte da infiltrazioni di aria più umida da Sud e S-SO, provenienti dall’Africa sub-sahariana, lì dove si attesta il “fronte di convergenza intertropicale” che separa (linea di convergenza al suolo) il flusso dell’umido Monsone di Guinea (da SO e S-SO proveniente dal golfo di Guinea e dall‘Atlantico sub-equatoriale) con i torridi venti di “Harmattan” (da E-NE o NE che spirano sopra il Sahara), scorrendo sopra l’aria molto calda e secca preesistente sopra la superficie desertica sahariana ha originato un po’ di instabilità, favorendo la formazione di una debole o moderata attività convettiva che ha favorito la formazione di annuvolamenti cumuliformi che hanno dato luogo a delle isolate piogge e a temporali, alle volte avari di precipitazioni.
Tale scorrimento umido dai quadranti meridionali, che solitamente sulla regione sahariana si può manifestare solo per brevi periodi durante i mesi di Luglio e Agosto (quando l‘Europa e il Mediterraneo vengono invasi dalle grandi ondate di calore sprigionate dalla risalita dell‘anticiclone sub-tropicale libico o algerino), si è propagato lungo il bordo più occidentale di un promontorio anticiclonico dinamico sub-tropicale, strutturato anche in quota, che dalla Libia e dall’Egitto si estendeva verso il bacino centrale del mar Mediterraneo, inglobando pure l’Italia centro-meridionale e le isole maggiori. Il posizionamento dell’ITCZ ben oltre la media climatica per il periodo, sul fronte dell’Africa occidentale, nella fascia sub-sahariana, ha fortemente contribuito a determinare questi sconfinamenti umidi in pieno deserto.

Il flusso meridionale, più umido dell’aria circostante, ha addensato lungo il versante meridionale dei rilievi dell’Ahaggar una nuvolosità irregolare che è andata rapidamente a svilupparsi durante le ore pomeridiane, con la formazione di cumuli e cumulonembi che hanno dato luogo a dei temporali, con qualche precipitazione sparsa che ha interessato l’area dell’Ahaggar a macchia di leopardo, soprattutto il versante meridionale maggiormente esposto. I temporali sono stati accompagnati anche da una intensa attività elettrica, soprattutto durante la fase giovanile. Anche se scarse le poche precipitazioni hanno bagnato l’arido terreno, favorendo la formazione di piccoli ciuffi d’erba che rappresentano una manna dal cielo per il popolo dei “tuareg” che basa buona parte della propria produzione sul pascolo e sull’allevamento.

Nella città di Tamanrasset (oltre i 1300 metri di altezza), principale centro dell’area dell’Ahaggar, anche ieri si sono verificate deboli precipitazioni, con l’accumulo di 1 mm. L’attività convettiva che da giorni interessa la fascia montuosa della catena dell’Atlante marocchino e algerino, dove le infiltrazioni umide, stavolta dai quadranti occidentali, Questa debole instabilità dovrebbe perdurare anche nella giornata odierna, con l’innesco di una debole o moderata attività convettiva sulle medesime aree, in particolare sulle aree a ridosso dei rilievi. Ma nei giorni successivi, con il deciso rafforzamento dell’anticiclone sub-tropicale sopra la fascia sahariana, fra Algeria e Libia, e il rinvigorimento delle “Subsidenze atmosferiche” (correnti discendenti), l’instabilità andrà progressivamente ad attenuarsi.


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