Uno studio condotto nel Regno Unito condotto su un campione di 2 mila persone ha messo in evidenza come le donne , giovani e persone sotto stress sono più sensibili agli odori cattivi: sarebbe un indice dell’organismo per evitare possibili fonti di infezioni e malattie
Le donne hanno più ‘naso’ degli uomini, anche se sono i maschi a lamentarsi più spesso se una persona emana cattivi effluvi. Sembra suggerirlo uno studio condotto nel Regno Unito su 2 mila persone, maschi e femmine, per indagare i fattori che predispongono a una maggiore sensibilità agli odori. Sia buoni che cattivi. La ricerca – realizzata da esperti della Scuola di psicologia dell’università di Cardiff e Balance Activ, e riportata sull’Independent – indica che le femmine, le persone giovani e quelle che sperimentano stress, ansia e depressione sono più esposte al disagio indotto da un aroma spiacevole. In generale, chi convive regolarmente con stati psicologici negativi è più infastidito dai cattivi odori (41% rispetto al 31% di chi vive stati psicologici positivi) e risponde più positivamente a un buon profumo (50% circa contro 39%). E ancora. Più di 2 donne su 5 vivono come un colpo all’autostima l’idea di emanare un effluvio spiacevole (prospettiva vissuta male solo da un terzo degli uomini), e circa 2 su 3 (contro un maschio su 2) dicono che smetterebbero di avere contatti con una persona dal cattivo odore. Eppure, nonostante questa maggiore sensibilità femminile, il 73% delle donne si rifiuta di lamentarsi esplicitamente per i cattivi effluvi di qualcuno, contro il 63% degli uomini. Gli studiosi spiegano che la naturale repulsione verso i cattivi odori affonda le radici nell’evoluzione esprimendo un tentativo di evitare possibili fonti di infezioni e malattie, e si riflette anche in una forma di ‘pudore’ o tabù nel parlare dell’argomento. Tuttavia esistono ampie differenze nella sensibilità e nella risposta individuale agli stimoli che arrivano al naso, finora raramente indagata dalla scienza. In sintesi, i risultati dello studio sembrano supportare precedenti osservazioni secondo cui le persone più sensibili a fattori di stess acuto (odori compresi) sono quelle che vivono regolarmente maggiori livelli di stress. E questa aumentata sensibilità a nuovi elementi di disturbo tende a perpetuare la loro condizione di stess cronico. I risultati della ricerca vengono considerati importanti perché aiutano gli psicologi a far luce sulle modalità e i motivi dell’impatto che l’ambiente ha sulle persone.


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