Nubifragio Firenze: hotel ormai pieni, caccia a taxi per chi deve partire
Sono alcune centinaia i passeggeri che all’1.30 sono ancora alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze dopo il guasto alla linea elettrica causato dal violento nubifragio abbattutosi ieri sera su Firenze. La maggioranza di coloro che sono arrivati in stazione ha trovato posto in hotel o il modo di mettersi in viaggio con altri mezzi, ma molti si sono attrezzati per passare la notte in stazione magari nella speranza di poter ripartire se non in nottata almeno domani mattina per le loro destinazioni.

Gli addetti delle Ferrovie, in alcuni casi aiutati dagli agenti della polfer, cercano di calmare gli animi dei piu’ agitati, in particolare di alcuni turisti giapponesi che non hanno trovato posto negli hotel, ormai pieni, e non riescono a capire la situazione. Intorno all’1:15 gli addetti di Fs hanno iniziato a distribuire panini e acqua. Chi deve raggiungere altre destinazioni, come Isabella che ha un aereo per gli Stati Uniti domani mattina alle 9 da Fiumicino, cerca altre soluzioni. “Non ci hanno detto niente fino alle 23 – spiega arrabbiata -. Prima ci avevano comunicato 100 minuti di ritardo, poi ci hanno detto che forse non saremmo partiti”. Una situazione nella quale qualcuno ha trovato il modo di guadagnare, in particolare alcuni autisti privati che partono con pullmini pieni di giovani, dalle piazze vicine a Santa Maria Novella. In questo caso i social network, o qualche amico, consentono ai piu’ giovani di trovare alternative. A bordo sale anche Isabella, ma guai a chiedere quanto hanno pagato. Un po’ arrabbiato e’ anche Giorgio che partito da Bologna doveva raggiungere Perugia e solo all’1.20 ha scoperto che l’unica cosa da fare era tornare nel capoluogo emiliano: “Sembra che tra poco partira’ un treno per Milano ma non sanno dirci quando arrivera’ a Bologna ne’ tantomeno a Milano”, dice un po’ sconsolato. “Io non posso certo spendere 250 euro di taxi o di albergo e poi tornare domani a Firenze per farmeli rimborsare come ci hanno detto. Io 250 euro non ce l’ho”, conclude con un sorriso amaro.


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