Da Settembre, 14 aree metropolitane saranno oggetto del piano da 1,3 miliardi per la messa in sicurezza dal rischio del dissesto idrogeologico
Un piano da 1,3 miliardi per affrontare il dissesto idrogeologico dell’Italia, con investimenti che partiranno da settembre in 14 aree metropolitane. Nel corso del convegno, ‘#acquesicure – Per un rapporto nuovo tra città e fiumi’, tenutosi oggi a Expo, è stato presentato il piano che, come assicura il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, “parte da subito”. Le regioni “avranno già 650 milioni disponibili immediatamente: abbiamo finanziato progetti esecutivi che potranno quindi diventare subito cantieri”. I finanziamenti serviranno ad “affrontare le emergenze più forti del nostro Paese, cioè dove è in pericolo la popolazione”, spiega Galletti. Il lavoro, “è chiaro”, sarà molto lungo, ma questa volta si è voluto “intervenire in maniera decisa e in tempi rapidi”.
Il ministro ricorda come “per troppo tempo abbiamo trascurato il nostro territorio e oggi vediamo i risultati”; sarebbe sbagliato, adesso, aspettarsi che “il problema si possa risolvere in un tempo breve”. Il piano si svilupperà nelle 14 aree metropolitane e i fondi, in totale, saranno pari a 1 miliardo e 300mila euro – dei quali, come detto, 650mln disponibili subito. Mauro Grassi, direttore di Italia Sicura, spiega che i lavori “dureranno da due a cinque anni” e, all’inizio del prossimo anno, a questo progetto si affiancherà un altro dedicato al resto del Paese da 5 miliardi di euro. Oltre alla sicurezza dell’acqua – contro il dissesto idrogeologico – il piano punta alla pulizia di mari e fiumi: “Vogliamo fare in modo che tutte le acque – dice Grassi – siano in sicurezza ambientale e di inquinamento”. A Genova, una delle aree più colpite da nubifragi, saranno destinati investimenti per 400 milioni di euro. Marco Doria, sindaco del capoluogo ligure, la definisce “una presa d’atto di una autentica emergenza nazionale” perché quella di Genova “è un’area che necessita di grandi interventi”. Il sindaco concorda sulla impossibilità di trovare soluzioni immediate, ma sottolinea come l’obiettivo sia “di mettersi nelle condizioni di ridurre il rischio” con il quale, tuttavia, “dobbiamo convivere”. Per tutelare il territorio e ridurre le possibilità che gli eventi meteorologici si trasformino in tragedie, Finmeccanica, che attraverso e-Geos monitora il rischio frana, ha presentato nel corso del convegno alcune soluzioni ingegneristiche, come satelliti, centri di controllo e droni, destinate a tutelare ambiente e popolazione.


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