Misteriosa esplosione in Cina, inferno di fuoco a Tianjin: almeno 50 morti, “come una bomba atomica”

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Disastro in Cina: ancora ignote le cause dell’esplosione di Tianjin

Inferno di fuoco a Tianjin, citta’ portuale nel nordest della Cina. E’ di almeno 50 morti e 700 feriti il bilancio di una serie di esplosioni che ha devastato la zona industriale della citta’: tra le vittime ci sono 12 vigili del fuoco e 71 persone sono state ricoverate in ospedale in gravissime condizioni. Il sito industriale si e’ trasformato un’enorme palla di fuoco, dopo le potenti deflagrazioni partite da un deposito di esplosivi. Le fiamme si sono rapidamente diffuse in tutta la zona industriale, dove hanno preso fuoco numerosi container, magazzini e veicoli.

11848893_105085536510802_1273502437_nVetri e detriti sono arrivati a chilometri di distanza, mentre una nube di fumo nero ha ricoperto la citta’. “La palla di fuoco era enorme, alta un centinaio di metri”, ha raccontato il 27enne Huang Shiting, che vive nei pressi del sito industriale, “ho sentito la prima esplosione e sono usciti tutti dalle case, poi ce ne sono state altre, i vetri delle finestre sono andati in frantumi e molte persone sono rimaste ferite e sono uscite dalle case coperte di sangue”. Dopo le prime due violente detonazioni, a distanza di trenta secondi l’una dall’altra, le esplosioni sono continuate per ore. Sul posto sono state inviate squadre specializzate per il rischio che possano verificarsi nuove esplosioni nei depositi di materiale chimico. Non sono ancora chiare le cause del disastro: la polizia ha fermato il responsabile dell’azianda Port Rui Hai International Logistics.

11325288_1686011491629278_1593719594_nDei 700 feriti 71 sono gravi. Tra le 50 vittime ci sono anche dodici vigili del fuoco. Il presidente cinese, Xi Jinping, e il primo ministro, Li Keqiang, sono intervenuti per chiedere all’amministrazione locale di Tianjin di non risparmiare gli sforzi per salvare i feriti e neutralizzare i pericoli. Sul posto e’ accorso il ministro della Pubblica Sicurezza, Guo Shengkun, per coordinare le operazioni di soccorso. Solidarieta’ e’ stata espressa dall’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, che ha annunciato la disponibilita’ a fornire l’assistenza necessaria alle autorita’ cinesi. Nell’area del disastro e’ preoccupante anche l’innalzamento dell’inquinamento atmosferico: i materiali chimici esplosi potrebbero aver portato l’aria a livelli nocivi. Le autorita’ cinesi negano che l’inquinamento sia al di sopra del livello di guardia. Intanto si cominciano a contare i danni alle strutture: le immagini aeree del luogo dell’incidente mostrano l’area del porto di Binhai ridotta in macerie. L’Esercito di Liberazione Popolare ha inviato elicotteri e droni per la sorveglianza della zona. Le autorita’ hanno disposto anche l’evacuazione degli abitanti delle aree a ridosso del porto, per i quali sono state allestite tende e alloggi provvisori.