Il presidente dell’Aduc, Vincenzo Donvito, interroga le autorità il giorno dopo il violento nubifragio che ha messo in ginocchio Firenze senza nessun preavviso
“Nelle orecchie dei fiorentini c’e’ ancora l’eco delle telefonate del Sindaco Dario Nardella che, qualche giorno fa, li metteva sul ‘chi va la” per l’arrivo dell’ondata di caldo, ma di ieri sera nulla. La criticita’ che l’amministrazione prevedeva era colorata di giallo, moderata. Di colori rossi, niente. Non si sapeva che sarebbe arrivato quel che e’ arrivato? Mah! Se e’ cosi’: raccontatelo a qualcun altro”. Cosi’ il presidente dell’Aduc, Vincenzo Donvito, il giorno dopo il violento nubifragio che ha messo in ginocchio Firenze senza nessun preavviso. “Poi le solite scene, coi pozzetti intasati e le solite strade allagate, e nuovi alberi abbattuti”, continua il presidente dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, che sottolinea le responsabilita’ di Publiacqua e Quadrifoglio e si domanda se ora “qualcosa cambiera’? Non credo, ma forse, se al loro posto ci fossero i funzionari della Protezione Civile e/o dell’Esercito…”. Donvito spiega di non augurarsi “una militarizzazione della nostra ordinaria sicurezza idrica”, ma “non mi sento di dileggiare chi potrebbe pensarlo”, aggiunge ricordando agli amministratori di Palazzo Vecchio “che voi siete dove siete per fare cose che ora state facendo molto male e, soprattutto, che non bastano le promesse”.


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