Le tre vittime sono state ritrovate tutte nella zona di San Vito di Cadore
E’ di tre vittime, probabilmente tutte straniere, il tragico bilancio della frana che ieri sera ha colpito il Cadore dopo una precipitazione intensa che ha fatto smuovere una massa di terra e fango, causando – oltre ai morti – anche danni a strade, case, negozi e impianti sciistici. Sul posto, da ieri sera, si sono recati in maniera tempestiva le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, il soccorso alpino e la protezione civile, oltre ai tecnici dell’Anas e di Veneto Strade, impegnati a rendere nuovamente percorribili la statale 51 d’Alemagna, che porta fino a Cortina d’Ampezzo, resa nuovamente percorribile nella notte, e la regionale 48 nel tratto fra Auronzo e Misurina, su cui si viaggia a senso unico alternato. Le tre vittime sono state ritrovate tutte nella zona di San Vito di Cadore, dove il fenomeno e’ stato piu’ intenso e ha coinvolto il Ru Secco, nel cui greto e’ stato trovato il primo corpo, che verosimilmente appartiene al marito di una turista della Repubblica Ceca, salvata nella notte dai soccorsi: l’auto in cui i due stavano dormendo e’ stata travolta dal fango e dai sassi.

Gli altri due corpi sono stati trovati nella zona del cimitero e appartengono a una ragazza di circa 14anni e ad un altro uomo. Mentre a Roma il deputato del Pd Roger De Menech, originario proprio del bellunese, si e’ messo in contatto con Palazzo Chigi per far dichiarare lo stato d’emergenza e mentre lo stesso premier Matteo Renzi segue, attraverso i canali della Protezione Civile, l’evolversi della situazione, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, si rechera’ in serata a San Vito di Cadore. “Purtroppo episodi di questi tipo – osserva Zaia – si stanno ripetendo con insistente frequenza su tutto il territorio nazionale a causa dei cambiamenti climatici, ma anche di un colpevole disinteresse verso il territorio. La vera emergenza nazionale, da aggredire senza se e senza ma, e’ la messa in sicurezza del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico“.



















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