Scientificamente noto come Solanum Muricatum, il pepino, originario della regione andina del Sud America, ha incredibili virtù benefiche: è antitumorale, antitrombotico, antinfiammatorio e ipocalorico
Il pepino, simile, per sapore, ad un mix di melone e cetriolo. Dotato di una buccia robusta, gialla, striata di viola, è un frutto dolce, succoso, rinfrescante, scientificamente noto come Solanum Muricatum, della famiglia delle Solanaceae. Poco noto sui banchi di frutta italiani, il pepino, indicato nelle diete ipocaloriche, contenendo solo 23 calorie ogni 100 grammi, è ricco di vitamine e minerali (vitamine A, C e K, potassio, magnesio, calcio, manganese, ferro e betacarotene), presentando una miriade di virtù benefiche: grazie ai composti fitochimici in esso presenti, ha proprietà antitumorali e antitrombotiche, ha azione antinfiammatoria, aumenta il colesterolo buono, regola i livelli di zucchero nel sangue, è un valido alleato nella lotta contro ictus, diabete e malattie cardiovascolari, migliora la resistenza.
Originario della regione andina del Sud America, il pepino ha proprietà antimicrobiche e antiossidanti, aiutando il sistema digestivo grazie al suo contenuto di fibre. Arrivato in Europa forse nel 1785, ha avuto come primi coltivatori Ludovico XVI, i Royal Botanic Gardens a Kew, Londra. Chiamato chachuma dagli Indiani dell’America Meridionale, il pepino, che in spagnolo significa “cetriolo da insalata”, conosciuto dagli inglesi come “melon shrub” (cespuglio del melone), si consuma quando la buccia esterna acquista il bel colore giallo intenso. Va mangiato sbucciato, togliendo i semi, ed è ottimo gustato fresco come il melone, come ingrediente di macedonie e gelati o gratinato con un pizzico di zucchero.






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