Philadelphia: “morto” il robot autostoppista hitchBOT

Dopo aver percorso oltre 6mila km in Canada, senza problemi, un anno fa hitchBOT aveva visitato una parte della Germania e dei Paesi Bassi

Non potrà proseguire il viaggio in autostop negli Stati uniti del piccolo hitchBOT: è stato ritrovato smembrato in una strada di Philadelphia. Si è così concluso, con un risultato poco commendevole, l’esperimento concepito da ricercatori canadesi per valutare la empatia tra macchina e uomo, che prevedeva appunto che il robottino – hitchBOT, appunto – facesse un viaggio estivo prendendo passaggi dagli automobilisti.
“Oh, il mio corpo è stato danneggiato“, ha confidato il robot sul suo sito internet. “Io immagino che, quindi, brutte cose accadono ai robot gentili! Il mio viaggio deve terminare, per il momento, ma il mio amore per gli umani non si spegnerà mai“.
Dopo aver percorso oltre 6mila km in Canada, senza problemi, un anno fa hitchBOT aveva visitato una parte della Germania e dei Paesi Bassi. Negli Usa non è riuscito a fare più di 480 km prima di essere fatto a pezzi da sconosciuti. E’ stato ritrovato in una strada di Philadelphia, in Pennsylvania, secondo una foto che circola su internet. Non sono state presentate denunce e la polizia non indagherà. D’altronde, in una città in cui ci sono stati, solo il mese scorso, 33 omicidi, hanno altro a cui pensare.
Un collettivo tecnologico, The Hacktory, ha intenzione di riparare il robot. “Se avremo l’autorizzazione dei creatori per ripararlo e rimpiazzare dei pezzi di hitchBOT, saremo lieti di farlo…potremmo anche costruire un hitchBOT2 che partirebbe per un suo proprio viaggio“, hanno scritto sul loro blog.
Prima di “morire”, temporaneamente si spera, hitchBOT aveva rivelato la sua prossima destinazione: la California.
L’ultimo passaggio il robottino l’aveva preso da due giovani automobilisti, che avevano postato su Twitter un “selfie”.