“Se corrispondono a verita’ le notizie apparse sugli organi di informazione, circa i motivi della mancata lettura della Preghiera dell’Alpino nella chiesetta alpina sul San Boldo, costruita dal Gruppo Alpini di Tovena, rimango sconcertato”. Lo afferma Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa, in un comunicato. In occasione di una cerimonia per la Festa dell’Assunta a Passo San Boldo, nel trevigiano, il sacerdote che celebrava la messa non ha voluto leggere la preghiera perche’ contiene la frase “rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civilta’ cristiana”. “Pur non volendo entrare in polemica – osserva Rossi – sento il dovere di evidenziare come mi sembri assurdo fare di tutta l’erba un fascio. Come si fa cioe’ a impedire una preghiera per il riferimento alle armi, quando queste fanno parte dell’essere stesso di un assetto istituzionale quali le forze armate e quando le stesse sono richiamate nella preghiera per la difesa della patria, della bandiera e della civilta’ cristiana. Credo anche che cio’ offenda non solo il personale in servizio e non, ma soprattutto i nostri caduti non ultimi quelli morti nelle missioni di pace per ristabilire condizioni di democrazia e liberta’ a favore di popoli meno fortunati del nostro. Non e’ stato infine considerato nemmeno come comunque siano ancora oggi le armi a difendere le diversita’ religiose rispetto al fanatismo dell’Isis”.

Anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, dice la sua sulla richiesta di modifica della preghiera dell’alpino, togliendo la parola ‘armi’. “Trovo strana – dice – questa richiesta di modifica, cosi’ come, ad esempio, vietare in chiesa l’Ave Maria di Schubert. Ma non ho problemi ad affermare che, se la si modificasse, si sbaglierebbe: sarebbe come chiedere agli alpini di togliere la penna dal cappello”.
“Dopo aver censurato la storica ‘preghiera dell’alpino’, un classico di ogni celebrazione religiosa delle penne nere, specie al termine dei funerali, mi aspetto che l’ufficio liturgico diocesano di Vittorio Veneto censuri anche Gesu’ per aver cacciato i mercanti dal Tempio”. Lo dichiara Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia. “Condivido pienamente – aggiunge – le parole espresse dal presidente della sezione locale dell’Ana Angelo Biz che sostiene che solo la malafede o un certo pacifismo ideologico possono pensare che gli alpini coltivino sentimenti di aggressione o di intolleranza”. “Il vescovo e la Diocesi di Vittorio Veneto – conclude – ripassino la storia, anzi la studino e poi chiedano scusa a tutti gli alpiniper una decisione che ha offeso l’onore delle ‘penne nere’ A tutte loro infine, giunga la mia solidarieta’ piu’ sincera”.


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