Previsioni Meteo: ecco perché il caldo interesserà prevalentemente il centro-nord a partire dalla prossima settimana

Nuova ondata di calore diretta verso le regioni centro-settentrionali, durerà per l’intera settimana

C’è poco da fare, quest’estate continuerà ad essere dominata dalle continue ondate di calore provenienti dai “torridi” deserti del Maghreb, che negli ultimi mesi si sono arroventati più del solito, probabilmente a causa dell’influenza, sempre più pesante, di “El Nino”. In questi giorni la terza ondata di calore di stagione ha investito la Sicilia, dove ieri si sono misurati picchi di ben +44°C sulle zone più interne, e le regioni più meridionali.

Satellite Caldo Sud (2)Nel corso della prossima settimana questa bolla di aria calda, ora in azione sul basso Tirreno e sulle regioni centro-meridionali, tornerà ad estendersi verso nord, coinvolgendo le regioni centrali e a partire da lunedì 3 Agosto pure quelle più settentrionali, dove si assisterà ad un progressivo incremento dei valori termici a tutte le quote. Il ritorno del caldo africano sulle regioni settentrionali è dettano da un ben delineato assetto configurativo che ora andremo ad analizzare punto per punto. Lo sviluppo della suddetta onda anticiclonica è da ricercare in un temporaneo blocco della circolazione atmosferica sull’area euro-atlantica. Difatti, ad ovest delle Isole Britanniche, sull’Atlantico orientale, è presente una ampia circolazione ciclonica, ben collaudata in quota, alimentata dal ramo principale del “getto polare” che esce a gran velocità dall’area canadese.

Rtavn0015Entro le prossime 48 ore questo assetto configurativo favorirà una notevole espansione verso nord del promontorio anticiclonico dinamico sub-tropicale algerino, il quale invaderà il Mediterraneo centro-occidentale venendo ulteriormente rinvigorito dal contemporaneo approfondimento della saccatura che si andrà a sviluppare ad ovest delle Isole Britanniche, della Spagna e del Portogallo, causa una sensibile intensificazione del “getto polare” sopra l’Atlantico che avrà il merito di stirare l’asse di saccatura fino in prossimità delle coste settentrionali marocchine. Questa saccatura scivolando lungo l’Atlantico orientale, stimolerà più ad est un “tilting” dell’ampia promontorio anticiclonico nord-africano, attestato con il proprio asse principale fra l’Algeria centrale e il Mediterraneo centro-occidentale.

ncep_cfsr_europe_t2m_anomQuest’ultimo, a seguito dello stiramento della saccatura atlantica, in fase di “tilting” visto il notevole rinforzo del “getto” lungo il ramo ascendente della saccatura, comincerà a gonfiarsi sopra il Mediterraneo centro-occidentale, evolvendo in un vero e proprio promontorio anticiclonico di blocco che ergerà la propria cupola (la cosiddetta “cresta d’onda”) fino alle Alpi, la quale verrà costantemente alimentato dalla risalita di masse d’aria molto calde e secche direttamente aspirate dai deserti dell’Algeria centrale. Per quel che concerne l’onda di calore va ricordato che verrà ulteriormente enfatizzata dalla classica “avvezione di spessore”, il flusso di aria piuttosto calda e secca, ben strutturato nei medi e bassi strati, che comincia a crescere di quota, interessando gli strati medi e superiori della troposfera.

caldo (1)Questi flussi caldi, d’origine sub-tropicale continentale (provenienti dalla regione sahariana, dai 25°-30° latitudine nord), crescendo di quota tendono ad investire una maggior fetta di troposfera, comportando importanti aumenti dei valori di geopotenziale (a 500 hpa), coadiuvati da sensibili aumenti termici (sia d’origine radiativa che per il contributo dell’insolazione). L’aumento dei valori del geopotenziale in quota ovviamente tendono a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche, anche se non manca mai la copertura nuvolosa, di tipo avvettivo (alta e stratiforme).

Amatrice 02Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, sempre che non vi siano intrusioni fredde nell’alta troposfera dai quadranti sud-occidentali o occidentali (spesso responsabili dello scoppio improvviso dei violenti temporali pre-frontali che salgono il ramo ascendente di una saccatura o di una giovane ciclogenesi), favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali. Da qui tende a svilupparsi la cosiddetta onda mobile di calore (“heat waves” per gli inglesi, i meteorologi statunitensi e canadesi) che s’innesca lungo i confini fra un’area anticiclonica, particolarmente strutturata nella media troposfera, e il ramo ascendente (bordo orientale) di una estesa saccatura che dalle alte latitudini (sub-polari) si estende verso latitudini più meridionali.

avnpanel2Sul bacino del Mediterraneo l’avvento delle classiche ondate di calore si delinea nell’erezione, verso nord o nord-est, di robusti anticicloni di blocco che dall’entroterra desertico del Marocco, dell’Algeria e della Libia si innalzano verso il “mare Nostrum”, venendo alimentati al proprio interno da un esteso flusso di aria calda e molto secca che viene aspirata direttamente dal Sahara centro-occidentale, più precisamente dall’area del Maghreb. In genere in queste situazioni l’aumento della “compressione adiabatica” generato dall’avvezione di spessore negli strati intermedi, le notevoli “Subsidenze atmosferiche” (correnti discendenti tipiche nelle aree anticicloniche), l’intensa insolazione e la scarsa umidità, inibita proprio dalla “compressione” verso il basso delle masse d’aria, già in origine piuttosto calde (aria sub-tropicale), comportano un sensibile aumento delle temperature che si riscontra soprattutto nei medi e bassi strati della troposfera.

Recm1922Le configurazioni adatte per l’innesco delle ondate di calore risultano molto frequenti fra la tarda primavera e l’estate e possono interessare anche l’Europa centro-settentrionale, con risentimenti fino alle latitudini sub-polari. Prima di concludere va sottolineato come l’ondata di calore interesserà le regioni centro-settentrionali per gran parte della prossima settimana, con temperature massime davvero elevate sulle pianure e sulle vallate e conche interne, dove si registreranno temperature massime di oltre i +35°C +36°C. Sul finire della prossima settimana la calura apportata dal torrido anticiclone africano potrebbe creare dei disagi (ad anziani, bambini e soggetti affetti da patologie respiratorie), soprattutto nelle aree urbane e nelle città del centro-nord, per via della stagnazione dell’umidità nei bassi strati. Ma dalla prossima settimana il caldo potrebbe farsi veramente intenso anche sull’area alpina e su parte dell’Europa centrale, con temperature massime davvero molto elevate, specie fra Germania, Repubblica Ceca, Austria, Polonia, Ungheria e Slovacchia.