Un gruppo di ricercatori ha osservato come il gene capace di adattarsi all’alta quota delle popolazioni etiopiche potrebbe essere la chiave per sviluppare farmaci contro le malattie cardiache
Una variante genetica che si pensa aiuti la popolazione dell’Etiopia a far fronte a bassi livelli di ossigeno, la situazione che si vive nelle zone montuose del Paese africano, potrebbe diventare il bersaglio per sviluppare farmaci contro le malattie cardiache. A suggerirlo è uno studio dell’Università della California di San Diego, pubblicato su ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’. “Questa è la prima dimostrazione che un gene coinvolto nell’adattamento del corpo all’alta quota potrebbe essere fondamentale nel proteggere la funzione cardiaca da un’ipossia da moderata a grave per chi vive al livello del mare”, ha affermato Gabriel Haddad dell’ateneo Usa. Oltre a migliorare la Salute di oltre 140 milioni di persone che vivono al di sopra dei 2.400 metri, le informazioni su come il Dna degli etiopi si è adattato alla vita in alta quota potrebbe aiutare a sviluppare nuove e migliori terapie contro le patologie legate alla scarsità di ossigeno in chi vive in pianura, come l’infarto e l’ictus. Lo studio ha ipotizzato e verificato, su topi di laboratorio ‘modificati’, l’importanza di un gene che guida il recettore dell’endotelina di tipo b (EDNRB) per il buon funzionamento del cuore quando l’ossigeno scarseggia. Le cavie con bassi livelli di questa proteina, che aiuta i vasi sanguigni a dilatarsi e le cellule a proliferare, riescono a mantenere questa capacità anche quando la concentrazione dell’ossigeno scende sotto il 5%, come accade in vetta all’Everest. Cosa che non è accaduto con cavie normali, il cui cuore ha iniziato ad andare in sofferenza quando il livello di ossigeno è sceso al 40-50%.


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