Scoperto giacimento da record: “l’indipendenza energetica dell’Egitto può dare stabilità alla Regione”

“Sono tornato sabato notte dall’ Egitto, stanco ma molto felice: questa scoperta è da brividi e trasforma lo scenario, per loro e anche per noi”. E’ quanto afferma l’amministratore delegato di Eni, Claudio De Scalzi in un’intervista a ‘La Repubblica’ in merito alla scoperta dell’enorme giacimento di gas al largo delle coste egiziane. “Di certo l’ Egitto, in una fase in cui iniziava a importare gas da fornitori come Russia e Algeria con la messa in produzione del gas di Zohr diventerà autonomo e libererà gas aggiuntivo per le importazioni degli altri paesi” spiega De Scalzi aggiungendo che “un quantitativo rilevante, ma sempre di complemento, potrebbe arrivare direttamente in Italia, via nave, tramite l’impianto di liquefazione di Damietta. Ultimamente quel nostro impianto egiziano non era in esercizio per mancanza di gas: ma con questa scoperta, che porterà l’ Eni a raddoppiare la produzione egiziana (200mila barili di petrolio equivalente al giorno, ndr ) potremmo in futuro riempire l’ impianto di Damietta e imbarcare il gas al rigassificatore di Panigaglia, o altrove”.

PORTSAID-eni“Con questa scoperta l’ Egitto diventa un paese indipendente nell’ energia – ribadisce l’ad del Cane a sei zampe – per loro è fondamentale, e anche per l’ Europa, perché dà più sicurezza e stabilità geopolitica a tutti, dato il ruolo che l’Egitto ha nella regione. Ho trovato il governo del Cairo galvanizzato al riguardo”. Inoltre, De Scalzi spiega quali saranno le conseguenze del ritrovamento per l’Eni. “La scoperta conferma la validità della nostra strategia, di insistere nella ricerca in aree mature di paesi che conosciamo da decenni. Da un punto di vista geologico, abbiamo esplorato in un punto molto innovativo: nelle rocce sedimentarie carbonatiche del Miocene. Avevamo già esperienze in tipologie simili, in Venezuela e Kazakistan. E questa scelta, unita all’ analisi dei dati con le nostre tecnologie proprietarie, ci ha permesso di trovare idrocarburi in una zona dove altri avevano fallito, scavando 10 pozzi senza trovare nulla. È un fatto che a noi dell’Eni dà i brividi, molta euforia e compattezza alla squadra”.

ProduzioneQuanto ai tempi per la commercializzazione del nuovo gas, De Scalzi è fiducioso che ciò avvenga in breve tempo. “Poco – risponde- credo che in qualche mese potremo avere la licenza di sviluppo e produzione; l’ anno prossimo faremo i primi pozzi, e tutte le condotte che servono per il trasporto. Mi aspetto insomma che i frutti si vedano entro la fine del piano strategico 2015-2018. Inoltre, sappiamo già che quel gas ha ottime proprietà: è metano, povero di condensati, di anidride carbonica e di zolfo. Potremo fare i pozzi rapidamente e con caratteristiche di produttività altissime: anche perché il giacimento si trova molto vicino al nostro centro trattamento gas di El Gamil, nella zona di Port Said dov’ è sito anche l’ impianto di Damietta”. L’ Eni che ha il 100% della licenza del giacimento Zohr, potrebbe vendere una parte, com’ è stato per il progetto del Mozambico ? “È una porta aperta, per dare valore e solidità al bilancio Eni. Ma non andrà necessariamente così: qui c’è da spendere molto meno che in Mozambico – sostiene – e il nuovo gas andrà soprattutto al mercato domestico locale, con prezzi ben definiti e scollegati da quelli del petrolio, oggi ai minimi da sei anni”.