“Aiutare Paesi colpiti dalla siccitá è una questione anche di sicurezza sociale” secondo Anna Luise dell’ISPRA che ha presentato “previsioni tremende”, 50 milioni di “climate refugees” nel prossimo decennio e altri 140 milioni nel successivo. Intervenendo all’incontro organizzato ad Expo dal CNR sulle siccità, Luise ha lanciato un allarme riguardante l’impatto sociale delladesertificazione, sottolineando come oggi “questi migranti non sono riconosciuti come profughi, migranti per necessità”. “La desertificazione ha un impatto diretto sulla sopravvivenza degli individui, sottrae a chi vive di agricoltura di sopravvivenza la possibilitá di alimentarsi e di avere ad esempio la legna per cuocere. Questo minaccia la vita di quel miliardo e mezzo di persone che vivono nel mondo in zone degradate. Il 75% di queste è sotto gli standard di sopravvivenza – ha spiegato -, nel prossimo decennio 50 milioni di persone si sposterà in cerca di aree dove poter almeno sopravvivere. Le previsioni sono tremende: nel decennio successivo è previsto che altre 140milioni di persone saranno costrette a spostarsi per lo stesso motivo”. Ad oggi, ha spiegato Luise, “non sono riconosciute come profughi ambientali, c’é solo adesso una minima apertura verso i ‘climate refugees’ ma non hanno la protezione degli altri migranti per altre necessità”. ” Aiutare i Paesi ad alto rischio siccità, che sono anche i più poveri, significa badare alla sicurezza sociale quindi – ha concluso – sia per i conflitti sia per le migrazioni”.
a desertificazione del bacino Mediterraneo “va ad acuire le ondate migratorie già in atto. Sono aree tra le più fragili dal punto di vista ambientale e antropico. Molte persone che arrivano da noi non fuggono dalla guerra, ma sono rifugiati ambientali e il loro numero è destinato a crescere esponenzialmente a breve”. Lo ha affermato Mauro Centritto, direttore dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche intervenendo all’incontro “Siccità, degrado del territorio e desertificazione nel mondo” oggi ad Expo presso Palazzo Italia. Centritto ha sottolineato la necessità di impostare “un approccio sistemico al problema, capace di riportare in equilibrio ecologico i territori a rischio”.


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