Presto, l’ultima parola sul terremoto dell’Aquila, per stabilire se 5 giorni prima del sisma gli esperti dell’organo scientifico rassicurano i cittadini dando false rassicurazioni e dunque si siano macchiati di omicidio colposo
“La notizia buona e’ che c’e’ stato un controllo di ammissibilita’ superato da parte della Corte. Certo non significa che possa determinare qualcosa ai fini del risultato finale, ma e’ comunque un passo avanti, il ricorso poteva essere dichiarato inammissibile e chiudere definitivamente la questione”. Cosi’ l’avvocato Wania Della Vigna, una delle parti civili nel processo alla commissione Grandi rischi che approdera’ al terzo e definitivo grado di giudizio il prossimo 19 novembre. In particolare sara’ la quarta sezione penale della Corte di Cassazione a esaminare in modo definitivo il processo alla Cgr e a stabilire se, in quella ormai famosa riunione del 31 marzo 2009, a 5 giorni dal terremoto dell’Aquila del 6 aprile, gli esperti dell’organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio rassicurarono i cittadini e dettero false rassicurazione, causando la morte accertata di 29 di loro.
La sezione penale che se ne occupera’ e’ quella deputata alla trattazione dei reati piu’ gravi come l’omicidio colposo, contestato (assieme alle lesioni) ai 7 esperti condannati in primo grado a 6 anni di reclusione ciascuno dal giudice monocratico Marco Billi e assolti, tranne in parte uno di loro, l’allora vice capo della protezione civile Bernardo De Bernardinis a cui sono stati inflitti due anni, nel processo di Appello dal collegio giudicante presieduto da Fabrizia Francabandera. L’avvocato Della Vigna fa notare che “e’ una cosa importante avere superato questo primo filtro che, negli ultimi tempi, sta diventando molto stretto perche’ i procedimenti pendenti sono tantissimi.
Oltretutto, in caso di inammissibilita’ ci sarebbe stato anche un pagamento alla cassa ammende, e quindi ulteriori spese per le famiglie delle vittime”. Il processo ha assunto una rilevanza internazionale per la connotazione di “processo alla scienza” provocando polemiche sia in primo grado sia secondo grado. Legato al processo Cgr c’e’ il filone parallelo sull’ex capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, indagato per le stesse accuse: dopo due richieste di archiviazione del pm Picuti respinte dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Romano Gargarella, nei mesi scorsi la procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello ha avocato a se’ l’indagine, dividendola in due tronconi: il pg Como, cui e’ stata affidata l’inchiesta, ha chiesto per Bertolaso l’archiviazione dall’accusa di aver contribuito a causare la morte di alcune vittime del sisma del 6 aprile 2009, da un lato, e il rinvio a giudizio, e quindi il processo, per aver determinato altri decessi, dall’altro. Di qui due appuntamenti in aula. In quello dello scorso 26 maggio, il giudice Gargarella ha archiviato definitivamente alcune posizioni. Il 16 prossimo settembre, invece, Bertolaso comparira’ in aula dove un giudice per l’udienza preliminare (gup), Guendalina Buccella, valutera’ se rinviarlo a giudizio oppure no per gli altri casi.


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