La settimana scorsa sono avvenute due esplosioni in un magazzino presso il porto di Tianjin, una città cinese nota per essere un hub per i prodotti petrolchimici
Il monitoraggio delle stazioni delle acque reflue nelle aree coinvolte dalle esplosioni nella citta’ cinese nord orientale di Tianjin ha evidenziato che nell’acqua sono presenti livelli pericolosi di cianuro di sodio. Si tratta di un componente altamente tossico, idrosolubile, che inibisce la capacita’ del corpo umano di usare l’ossigeno. E’ fatale se inalato o ingerito e se e’ trattato con l’acido, rilascia una nube tossica letale. Lo ha denunciato il capo ingegnere dell’ufficio per la Protezione dell’ambiente della citta’, Bao Jingling, citato da China Daily. Domenica i militari del paese asiatico hanno affermato che nei pressi del sito dove si sono verificate le deflagrazioni sono stati rinvenute diverse tonnellate di cianuro. “Il monitoraggio di 17 stazioni ha rilevato cianuro di sodio – ha spiegato l’ingegnere – e in tre di esse i livelli sono stati superiori a quelli previsti. In una stazione delle acque reflue – ha aggiunto -, sono stati registrati livelli di 27,4 volte superiori alla norma, mentre nelle altre due di 4,37 volte e di 0,96”. La settimana scorsa sono avvenute due esplosioni in un magazzino presso il porto di Tianjin, una citta’ cinese nota per essere un hub per i prodotti petrolchimici. Le deflagrazioni e il conseguente incendio sono state innescate da merci infiammabili e componenti chimici pericolosi, stoccati nella struttura. In tutto, secondo gli ultimi dati aggiornati, hanno causato la morte di 114 persone.


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