A Trieste Next focus sull’agricoltura biotech

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Segenet Kelemu, direttrice del Centro Internazionale per la fisiologia e l’ecologia degli insetti (Icipe) di Nairobi, e’ tra gli ospiti piu’ attesi del primo giorno di Trieste Next, il Salone europeo della ricerca scientifica che anima da venerdi’ 25 a domenica 27 settembre il capoluogo giuliano. Al centro dell’incontro (alle 18 nel Palazzo della Regione) organizzato da Twas-l’Accademia Mondiale delle Scienze, il ruolo delle biotecnologie applicate all’agricoltura per poter garantire produzione di cibo sufficiente a sfamare la popolazione mondiale in crescita. Diverse innovazioni nel campo dell’agrobiotech “possono aiutare le colture ad adattarsi meglio ai cambiamenti climatici, come per esempio rendere alcune varieta’ di piante piu’ resistenti alla siccita'” spiega Kelemu. “Biotecnologie e agricoltura sostenibile non sono affatto in contraddizione” aggiunge.

agricolturaLa sostenibilita’, secondo la scienziata, si persegue usando “meno risorse per produrre piu’ cibo per la crescente popolazione del pianeta. Le risorse che abbiamo a disposizione sono infatti limitate, quindi dobbiamo essere innovativi per usarle in modo efficace ed efficiente”. E l’introduzione di varieta’ di colture ad alta resa e’ un modo per produrre di piu’ con risorse idriche e su terreni limitati. Mentre “varieta’ di piante resistenti alle malattie consentono di utilizzare pochi o nessun pesticida. Pertanto, l’agricoltura con le colture biotech e’ sostenibile”. A Trieste, Segenet Kelemu illustrera’ anche la tecnologia push-pull, ideata dall’Icipe e sperimentata da circa 20 anni in Africa, che permette di combattere gli insetti nocivi e le erbacce infestanti, incrementando contemporaneamente la quantita’ di foraggio per il bestiame e la produttivita’. Questa tecnica prevede di disporre tra i filari del campo “piante dalle proprieta’ repellenti per certi insetti (push) e di recintare l’appezzamento di terreno con piante trappola (pull)”, che attraggono gli insetti dove la loro presenza non e’ dannosa. “Le piante push-pull vengono in seguito usate come foraggio”. Inoltre, le sostanze liberate dalle radici del desmodio, pianta usata per tenere alla larga gli insetti, inibiscono lo sviluppo della striga, erba parassita che ruba nutrimento alle colture.