Durante la Rivoluzione Francese e fino al 1805, il 23 settembre venne considerato il primo giorno dell’anno
Nel 1793, quindi in piena Rivoluzione Francese, il primo giorno dell’anno cadeva proprio oggi. Una commissione scientifica elaborò, infatti, il calendario rivoluzionario, o repubblicano, francese.
La Rivoluzione, dunque, dopo aver creato il Sistema metrico decimale, modificò anche il comune calendario gregoriano. Il progetto del calendario repubblicano francese fu presentato alla Convenzione nazionale il 20 settembre 1793 e il primo giorno dell’anno venne fatto cadere proprio il 23 settembre, giorno successivo alla proclamazione delle Repubblica. Secondo i riformatori la nuova epoca inaugurata con la Rivoluzione doveva «incidere con un nuovo bulino gli annali della Francia rigenerata», rinnegando «l’era volgare, era della crudeltà, della menzogna, della perfidia, della schiavitù».
Costruito proprio sul sistema decimale, il tempo nuovo si fondava sulla scienza moderna e non su valori e simboli cristiani. Era il laico sistema agricolo la base del nuovo calendario. Ad ogni giorno venne associato il nome di un prodotto della natura, di uno strumento agricolo o di un animale domestico, considerati la vera ricchezza nazionale. I nomi dei mesi erano: Vendemmiaio, Brumaio, Frimaio, Nevoso, Piovoso, Ventoso, Germinale o Germile, Floreale o Florile, Pratile, Messidoro, Termidoro, Fruttidoro.
Il calendario repubblicano francese restò in vigore fino al 22 fruttidoro anno XIII, ovvero il 9 settembre 1905, quando Napoleone I lo soppresse a favore del calendario gregoriano, che rientrò ufficialmente in vigore dal 1º gennaio 1806.


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