Alla scoperta di Assisi, la città del poverello e di Santa Chiara

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Ecco Assisi  tra arte, religione e storia

Pace, tranquillità e spiritualità. Questi sono i tre aggettivi che possono descrivere Assisi nel migliore dei modi. Assisi è il silenzio dei turisti, che rimangono estasiati dalla sua bellezza. Assisi è religione, è la città di San Francesco e Santa Chiara, il primo non è che il patrono d’Italia. Assisi è arte, chiunque visiti questa piccola cittadina non può non ricordare i monumenti e le opere che riempiono la città. Assisi ha un clima perfetto, con estati calde ma non troppo afose e inverni freddi ma non troppo rigidi. Ad oggi, Assisi conta circa 28.000 abitanti, di cui circa 3.000 sono stranieri.

Assisi_Rocca_Maggiore_BW_1aIl primo insediamento umano risale alla preistoria. Questa affermazione è confermata dal ritrovamento di alcuni reperti appartenuti ad un piccolo villaggio dell’Umbria, che abitava tali zone. Con la battaglia del Sentino, i Romani colonizzarono l’Italia centrale e, quindi, anche l’Umbria. Nel 89 a.C, nominata municipium, Assisi si trasformò in centro economico e sociale di una certa importanza. Le invasioni barbariche, conseguenti al crollo dell’Impero Romano, distrussero la cittadella. Così, dopo i Goti e i Bizantini, con i Longobardi è annessa al Ducato di Spoleto. Nel 1174, fu conquistata da Federico Barbarossa, ma il dominio imperiale giunge al termine, a seguito, di alcune rivolte e proteste da parte della popolazione che diedero così inizio all’epoca comunale. Nel dissidio tra guelfi e ghibellini, Assisi non poteva non appartenere alla prima fazione. Numerose furono le incursioni imperiali, a cui Assisi resistette grazie alla valenza del suo esercito e al contributo dato da Santa Chiara. Gli anni successivi videro un’alternanza al potere, dalla Chiesa ai perugini ai Visconti ai Montefeltro a Braccio Fortebraccio, per arrivare agli Sforza. Durante il controllo degli Sforza, Assisi fu devastata dalle truppe del Piccinino. I continui dissidi tra i guelfi e i ghibellini, contribuirono al declino demografico ed economico della città, fino a quando, questa, non fu conquistata da papa Paolo III, che diede inizio ad un periodo di pace e tranquillità.

001_Upper_Basilica_in_AssisiCon le invasioni napoleoniche, la città perde molto del suo valore artistico-culturale, a causa del saccheggio da parte di queste di molte opere. Nel 1860, Assisi aderisce allo Stato Italiano e il ritrovamento dei corpi di Santa Chiara e San Francesco, fanno si che la città si trasformi in un’ambita meta di pellegrinaggi, portando ad una crescita economica della città. Durante la seconda guerra mondiale, Assisi si trasforma in un vero e proprio centro di accoglienza e di protezione dalle truppe naziste, ospitando centinaia di ebrei in fuga dalla follia tedesca. I modi di tutelare la popolazione furono diversi, dal travestimento con abiti cappuccini, al nascondiglio negli scantinati, all’assegnazione di documenti falsi alla creazione di una scuola, in cui i bambini ebrei possano ricevere insegnamenti religiosi ebraici. Questo farà si che Assisi sia investita della Medaglia d’Oro al Valor Civile.Per chi ancora non avesse visitato Assisi ha veramente molto da vedere. Seppur piccola, la città è ricca di monumenti e luoghi d’interesse. Innanzitutto, la Basilica di San Francesco, che custodisce le spoglie del Santo. Ad oggi, è anche considerata Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Collegato a questa, è il Museo del Tesoro della basilica di San Francesco, che custodisce una bellissima raccolta d’arte sacra.

Assisi,_santa_chiara,_interno_02La Basilica di Santa Chiara, che ospita le spoglie della Santa e che ospita la copia originale del crocifisso, che fu, per San Francesco, fonte di ispirazione per il suo operato e per la composizione del Cantico delle creature. La Cattedrale di San Rufino, duomo della città e che ospita anche il Museo diocesano e la cripta di San Rufino. L’oratorio di San Francesco Piccolino, costruito nel luogo in cui, secondo la tradizione, è nato San Francesco. La Basilica di Santa Maria degli Angeli, al cui interno è possibile trovare la Porziuncola, la cappella in cui San Francesco ricevette la vocazione, la cappella del transito, dove San Francesco morì nel 1226 e il roseto, famoso perchè San Francesco vi si arrotolò e si narra che, a contatto con il corpo del santo il roseto perse tutte le spine, che ancora oggi non crescono. La Chiesa di San Damiano, dove Santa Chiara, invece, fu luogo in cui ella compì la maggior parte dei suoi miracoli. Il Tempio di Minerva, che testimonia la presenza romana nella cittadina, insieme all’anfiteatro romano. La Rocca maggiore, al cui interno, si pensi abbia soggiornato Federico Barbarossa. Da non perdersi, la Galleria d’Arte Contemporanea e il Museo Missionario multimediale d’Europa, che permette a tutti i visitatori di essere trasportati in un mondo lontano da noi, attraverso suoni, immagini, video ed oggetti, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio. L‘eremo delle Carceri, infine, donato dai benedettini a Francesco, affinchè potesse carcerarsi nella sua meditazione.

paliosanrufinobigL’anima di Assisi esce fuori durante alcuni appuntamenti importanti della città. Il Calendimaggio, ne è esempio, durante il quale si assiste ad una rievocazione medievale attraverso scontri tra la fazione della parte de sopra e quella della parte de sotto, con rappresentazioni teatrali, musica e danze. Il Palio di San Rufino, una rievocazione storica, che vede nell’ultimo giorno una sfida tra balestrieri. Il Festival Internazionale della Pace, appuntamento importante dedicato alla pace, all’ecologia e alla solidarietà, a cui segue la Marcia della Pace Perugia- Assisi. Povertà e semplicità, erano due punti importanti della vita dei frati cappuccini. Qualità presenti anche nei piatti tipici principali. Tra questi troviamo: il brustengolo, un dolce molto povero un tempo fatto con la farina di granoturco, le castagnole dolcetti a forma di castagna poi fritti, gli umbricelli, una pasta condita con sugo d’oca e la Cipolla di Cannara, cioè un bulbo di colore rosso all’esterno e con una polpa bianca e dolce.