Ecco Lecce, tra cultura e cibo è la Firenze del Sud
Tra le pianure salentine e il Tavoliere di Lecce, con inverni miti ed estati caldo-umide, troviamo la bellissima città di Lecce con i suoi 94.000 abitanti, di cui circa 6.000 sono stranieri, vero orgoglio meridionale. I fitti misteri e le leggende incuriosiscono tutti, soprattutto quando si tratta delle città che abitiamo. Secondo la leggenda, infatti, Lecce sarebbe stata fondata da Malennio, nel 1200 a.C., dopo la distruzione di Troia. In realtà, però, le sue origini risalgono all’età messapica e il primo insediamento umano è dovuto alle popolazioni dell’Illiria. Dopo di esse, fu la volta dell’Impero Romano che, nel III secolo a.C, conquistò tutto il Salento. I Romani contribuirono allo sviluppo architettonico dell’antica Lecce, con la costruzione di un teatro, del foro, dell’anfiteatro e di porto Adriano. Dopo le invasioni barbariche, furono i Normanni a ridare splendore e lustro a Lecce, tanto da consentirle di divenire capoluogo del Salento. A loro si deve la costruzione della Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo.
Con il Regno di Napoli, Lecce divenne una delle più ricche città del Mediterraneo. Da collocarsi in questo periodo è la creazione di Torre del Parco, simbolo rinascimentale della città. Minacciata dalle invasioni turche, il re aragonese decise di costruirle intorno delle mura, un castello e la famosa Porta di Napoli, collocata lì dove sorgeva Torre San Giusto, che secondo le credenze del tempo era il luogo in cui era possibile trovare le spoglie del Santo. Il Seicento fu il secolo delle opere pubbliche, dei monumenti, delle chiese consentendo, così, alla città di divenire uno dei centri artistico-culturale più importanti del Meridione. Sotto la dominazione spagnola nacque il barocco leccese, grazie allo stile personalistico che la città si diede. La Basilica di Santa Croce, la cui facciata sembrerebbe essere dedicata alla vittoria della Battaglia di Lepanto e Porta Rudiae sono il simbolo del barocco leccese.
Accanto alla Basilica sorge Palazzo dei Celestini, di uno stile barocco molto personale e impossibile da ritrovare in altri palazzi leccesi. L’epidemia, che nel 1656, colpì la città fece si che Sant’Oronzio fosse proclamato patrono della città, in quanto gli fu attribuito il miracolo della fine dell’epidemia. Dopo la dominazione austriaca, furono i nobili d assumere il controllo della città. Nel 1821 partecipò ai moti carbonari di resistenza contro le truppe austriache. Fu con l’Unità d’Italia, che continuò il periodo di edificazione di strutture e palazzi iniziati durante il Regno di Napoli.
Tra gli eventi da non perdere troviamo la mostra dei presepi, che si tiene ogni Dicembre al Monastero dei teatini, il Festival del Cinema Europeo e il Premio Internazionale Mediterraneo, dove il Museo Archeologico Faggiano ospita una mostra di fotografia, pittura, poesia e scultura. Conosciuta come la Firenze del Sud, è stata nominata Capitale Italiana della Cultura del 2015 ed è stata candidata a ricoprire il ruolo di Capitale Europea della Cultura del 2019. Famosa in tutto il mondo, la cucina salentina offre piatti unici. Tra i piatti leccesi troviamo i ciceri e tria, cioè la pasta con i ceci, le orecchiette al sugo con la ricotta forte, le municeddhe, cioè piccole lumache, i turniceddhi cioè involtini con le interiora dell’agnello e, infine, i purceddhurzzi cioè dei gnocchetti di pasta dolce.


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