Alla scoperta di Sassari e della sua Faradda de li candareri

Ecco Sassari, dopo la rivalità con la conterranea Cagliari

Con i suoi 127.165 abitanti, di cui circa 3.000 stranieri, Sassari gode di un clima mediterraneo, con inverni miti e umidi ed estati calde e secche. Nel 1131 si hanno le prime notizie della presenza di un insediamento umano, ma la certezza è data dal fatto che, nel 1294, fu proclamata libero Comune. La nomina fu dovuta alla promulgazione degli Statuti Sassaresi, una serie di regole che disciplinavano l’urbanistica, l’economia e la politica della città. Nel 1323, Sassari decise di far parte del regno di Sardegna sotto il dominio degli Aragonesi. Essere sudditi di qualcuno non piace a nessuno, nemmeno ad una città fiorente ed autonoma, ecco che, infatti, decise di sollevarsi con una rivolta civile. Per difendersi da tali rivolte, gli Aragonesi decisero di costruire un castello, che fu demolito nel 1877, in quanto considerato simbolo dell’oppressione straniera.

164b5ad391032b5faec443fd03b0967bIl Cinquecento non fu un secolo felice, tra gravi carestie, saccheggi da parte delle truppe francesi, morte e distruzione a causa delle invasioni barbariche, la città ebbe un crollo economico e demografico. Solo sul finire del Cinquecento, la città sembrò rifiorire sia dal punto di vista artistico-culturale che da quello socio-economico. L’odio e i dissapori tra Sassari e Cagliari, spinse i primi a richiedere un proprio calendario, un proprio Parlamento e una propria sede della Santa Inquisizione, inasprendo ulteriormente la lotta al primato. Con il sopraggiungere della peste, Sassari perse il suo ruolo di centro fondamentale della Sardegna. Con il Trattato di Utrecht nel 1713, ha inizio la dominazione austriaca. Qualche anno più tardi si ha un cambiamento di vertice, con il controllo dei Savoia. Con la diffusione dei sentimenti rivoluzionari francesi, la città chiese ai Savoia l’autonomia da Cagliari. L’idea di una possibile nuova rivolta spaventò i sovrani, che inviarono un funzionario, Giovanni Maria Angioy, nella speranza di dissuadere la città da qualsiasi tipo di rivolta. L’impossibilità di trovare un punto di incontro e pace e il calo dell’interesse da parte dei cagliaritani, nei confronti della città, spinse Angioy a contattare funzionari francesi, proprio quando Napoleone stava già invadendo l’Italia. Venuto meno l’appoggio francese, Angioy decise di organizzare una marcia anti-feudale a Cagliari, ma toltogli qualsiasi tipo di potere si ritirò dalla marcia e si rifugiò a Parigi. I sentimenti di rivolta non sembrarono essersi placati, anzi i Savoia furono costretti ad applicare regole ferree per placare i bollenti spiriti, fino alla fucilazione di un giovane uomo, accusato di essere vicino a Mazzini. Nella prima metà dell’Ottocento, la città conosce un periodo di benessere costellato dalla creazione di numerosi edifici, strutture, infrastrutture e alla rivalutazione del porto Torres, che iniziò ad avere nuovi collegamenti con gli altri porti italiani.

candelieri sassari alinari, alinari, loi elisabettaDopo la fine della Seconda guerra mondiale, dalla quale fu una delle pochissime città ad uscirne indenne, Sassari crebbe moltissimo, soprattutto, dal punto di vista demografico grazie alle frequenti migrazioni. Così come nel resto della regione, il dialetto locale cioè il sassarese, è considerato patrimonio della popolazione. Parlato nelle zone circostante, è la lingua più diffusa insieme all’italiano rispetto agli altri dialetti. Tra i piatti più diffusi troviamo la fabadda, una zuppa a base di fave secche, i giggioni gnocchi conditi con sugo di salsiccia, la cordula con piselli un piatto a base di agnello, lo zimino a base di vitello e le frittelle lunghe tipiche del periodo di carnevale. Eventi imperdibili sono: la Faradda di li candareri, una processione dedicata alla Vergine Assunta, che secondo la tradizione salvò la popolazione dalla peste. La Festa è molto sentita dalla città, che per l’evento si prepara con danze, canti e spettacoli che durano per tutta la notte e la cavalcata sarda, che prevede una sfilata di gruppi folkloristici provenienti da tutta la Sardegna.