Alluvioni e fenomeni violenti: natura più estrema o uomo sempre più avido e affarista?

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L’avidità dell’uomo sempre più affamata, sottrae sempre più spazio alla natura per costruire città, strade, canali. Non si conoscono più limiti ed anche se esistono delle regole da osservare esse sono sempre meno rispettate.  Ed ecco che all’avvento di un evento meteorologico più intenso i terreni franano, i fiumi invadono gli argini inondando le città. Come se non bastasse gli eccessivi prelievi idrici riducono sempre più le risorse acquifere a nostra disposizione.

Alluvione Emilia fiume piena (7)Quest’ultima è la fine che ad esempio è toccata al Piave, un fiume che vantava una portata media di circa 125 metri cubi al secondo ma che oggi per periodi molto lunghi ha una portata pari a meno di un decimo della sua portata “naturale”. Inoltre i dragaggi continui di ghiaia hanno dato il via a processi di erosione dell’alveo, facendo abbassare la falda freatica. La biodiversità animale e vegetale combattono ormai per la sopravvivenza, cercando lì dove possibile di adattarsi, ma sono sistemi diventati troppo vulnerabili ad ulteriori interventi umani. Se solo avessimo lasciato alla natura i suoi spazi, trovando un compromesso tra necessità, sicurezza e rispetto ambientale molti danni che ad oggi si conteggiano non sarebbero entrati a far parte dei bilanci.

Alluvione Emilia fiume piena (13)La natura è sicuramente diventata più violenta e l’ambiente più vulnerabile, ma la causa principale della sua vulnerabilità è che l’uomo non ne ha alcun rispetto e ha sempre risucchiato risorse credendo di poterla passare franca. Intanto non solo l’ambiente e la biodiversità soffrono ma conteggiamo sempre più morti e feriti ad ogni evento meteorologico più estremo e il principale responsabile non è la natura ma l’uomo!