Alpinista giapponese con un solo dito rinuncia a scalare l’Everest

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Kuriki, che ha perso nove dita in un precedente tentativo di scalare l’Everest, ha verificato che non gli sarebbe stato possibile procedere in sicurezza con l’arrampicata

Nobokazu Kuriki, l’alpinista giappone 33enne che voleva essere il primo a scalare l’Everest dopo il devastante terremoto che ha colpito il Nepal ad aprile, ha dovuto oggi rinunciare all’impresa. Kuriki, che ha perso nove dita in un precedente tentativo, ha verificato che non gli sarebbe stato possibile procedere in sicurezza con l’arrampicata e ha pubblicato sul Facebook l’annuncio.
Lo scalatore era stato accompagnato da un’équipe al Campo base 2, 6.400 metri per poi tentare l’ascensione fino alla sommità, 8.848 metri, in solitaria, con il minimo di equipaggiamento.
Il sisma di aprile ha provocato un’enorme valanga, che ha portato alla morte di 18 alpinisti al campo base. La catastrofe ha spinto molti scalatori a lasciare perdere per il momento la salita. Ma Kuriki, che ha tentato altre quattro volte di salire in passato senza mai arrivare alla sommità, perdendo anche nove dita in uno di questi tentativi, aveva annunciato che comunque ci avrebbe provato in questo autunno.
“Ho tentato con tutte le mie forze, ma procedere in una neve profonda mi ha preso troppo tempo. Ho realizzato che, se avessi continuato ad avanzare, non sarei più stato in grado di tornare indietro. Ho quindi deciso di scendere”, ha dichiarato il giovane alpinista.
Il sisma di primavera ha ucciso qualcosa come 8.900 persone. Ha inoltre distrutto il popolare tracciato di Langtang, suscitando grandi inquietudini sul futuro del settore turistico, di cui principalmente vive questo paese himalayano.