Ambiente: cattiva gestione del Santuario Pelagos, il WWF “occorre un impegno internazionale”

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A bordo di nave Palinuro, il veliero storico della Marina Militare Italiana impegnato nella Campagna Mediterraneo, il WWF lancia un appello circa la gestione ambientale del Santuario Pelagos: necessaria la collaborazione fra Francia ed Italia per proteggere l’habitat naturale delle balenottere

Rafforzamento della governance con un piano di gestione rivisto e piu’ operativo, maggiori risorse economiche, definizione di obiettivi precisi sui temi piu’ caldi come inquinamento, il traffico marittimo, per limitare o eliminare i rischi di collisioni tra navi e balenottere nell’area del Santuario e in quelle limitrofe. Solo in questo modo il Santuario Pelagos, l’habitat principale della balenottera comune, il piu’ grande mammifero del Mediterraneo e il secondo al mondo, potra’ difendere questo splendido abitante del mare e rendere sostenibili tutte le attivita’ che vi si svolgono tra cui gli insediamenti civili e industriali costieri, i trasporti marittimi o il whale-watching. E’ quanto sancisce il WWF, impegnato nella Campagna Mediterraneo organizzata appunto dal Wwf e dalla Marina Militare.

La presentazione e’ avvenuta nel capoluogo monegasco a bordo di nave Palinuro, il veliero storico della Marina Militare Italiana che ha concluso il suo periplo legato alla Campagna. L’analisi e’ stata illustrata, dalla Presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi e dalla Presidente del Wwf Francia, Isabelle Autissie’r, mentre Sabina Airoldi dell’Istituto di Ricerca Tethys ha presentato gli ultimi risultati delle ricerche condotte sui cetacei all’interno del Santuario. “Vogliamo che Pelagos diventi un esempio internazionale di conservazione di biodiversita’ marina- ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente di Wwf Italia- e per questo chiediamo di consolidare la collaborazione tra gli Stati firmatari, Italia, Francia e Principato di Monaco, rispettando l’impegno internazionale e di procedere ad una governance allargata del Santuario che veda il pieno coinvolgimento delle Aree Marine Protette italiane e francesi e delle associazioni ambientaliste. E’ una sfida che ci sentiamo di lanciare perche’ riteniamo che dopo 16 anni sia arrivato il momento per fare un salto di qualita'”.

Senza il rafforzamento di Pelagos in Mediterraneo siamo in grado di proteggere realmente solo l’1% del bacino, una percentuale ben al di sotto del 10% come richiesto entro il 2020 a livello internazionale: con un Santuario ben funzionante l’area del Mediterraneo effettivamente tutelata salirebbe al 4,56%. Purtroppo il Santuario e’ ancora un gigante dai piedi di argilla: grandi responsabilita’ in capo alla Conferenza delle Parti (organo decisionale, che vede la partecipazione di Italia, Francia e Principato di Monaco), ma strumenti unitari insufficienti per l’implementazione di attivita’ coordinate di tutela e di controllo. Manca un Ente gestore vero e proprio mentre il Segretariato Permanente non possiede ancora responsabilita’ chiare ne’ i mezzi finanziari per garantire uno stato di conservazione favorevole. Anzi le risorse destinate al Santuario ammontano complessivamente a 490.000 euro l’anno, appena 6 centesimi di euro l’anno per ettaro, quando l’Uicn (Unione internazionale per la conservazione della natura) stima che il budget necessario per un’area protetta simile al Santuario oscilli tra 32 e 110 euro l’anno per ettaro. Sono alcuni degli elementi della prima Analisi condotta da Wwf Italia e Wwf Francia dal titolo “Santuario Pelagos: valutazione dello Stato attuale e proposte per una migliore gestione”, presentata questa mattina a Montecarlo, nel ‘cuore’ del Santuario. L’obiettivo del Wwf e’ quello di fornire elementi di discussione, evidenziare gli aspetti positivi cosi’ come di critica costruttiva affinche’ vi sia uno sforzo comune per un bene comune ma ancora a rischio.