Astronomia: nessuna traccia di “vicini di casa” alieni nelle galassie più vicine

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Analizzato il calore dei più promettenti candidati a ospitare civiltà aliene scelti da una lista di 100.000 galassie dai ricercatori dell’università americana Penn State

Gli imperi alieni non esistono nelle galassie piu’ vicine, o perlomeno sono molto rari: ne e’ convinto l’astronomo Michael Garrett, dell’Istituto per la Radioastronomia dei Paesi Bassi (Astron) e dell’universita’ di Leiden. Sulla rivista Astronomy & Astrophysics riprende la teoria proposta negli anni ’60 dal fisico teorico Freeman Dyson, secondo la quale il calore in eccesso emesso da alcune galassie potrebbe essere la firma di civilta’ aliene molto evolute. Dopo aver misurato le polveri calde emesse dalle galassie, Garrett e’ giunto alla conclusione che non sembrano esserci ”vicini di casa” troppo evoluti nei dintorni della Via Lattea. ”A mio parere – rileva – possiamo dormire sogni tranquilli: un’invasione aliena non sembra affatto probabile!”. L’astronomo ha analizzato il calore dei piu’ promettenti candidati a ospitare civilta’ aliene scelti da una lista di 100.000 galassie dai ricercatori dell’universita’ americana Penn State. L’idea e’ che, se esistono queste civilta’ in grado di colonizzare un’intera galassia, il calore prodotto dalle loro tecnologie (dai computer ai sistemi di comunicazione) sarebbe rilevabile nelle lunghezze d’onda del medio infrarosso. Al momento, comunque, gli unici segnali ‘caldi’ si devono probabilmente soltanto alle polveri generate dalle regioni dello spazio in cui si stanno formando stelle massicce. Resta un dubbio aperto, per ora, su un paio di candidati: ”sicuramente richiedono ulteriori indagini, ma quelli gia’ studiati nel dettaglio risultano avere una spiegazione astrofisica naturale ed e’ molto probabile che anche gli altri rientrino in questa categoria. Ma, naturalmente, vale la pena verificare”.