Battaglia per l’Artico: gli USA costruiranno nuove rompighiaccio

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Lo scioglimento dei ghiacci ha riacceso l’interesse di più nazioni attorno al Circolo polare artico

Con un occhio alla bellezza del paesaggio artico e un altro alle ricchezze e potenzialità della regione, Barack Obama ha annunciato il rafforzamento della flotta americana di rompighiaccio. Una mossa arrivata durante il suo viaggio in Alaska e presentata come necessaria per la “protezione degli interessi nazionali e della gestione delle risorse naturali, che arriva sulla scia delle sollecitazioni del Senato Usa e del crescente attivismo russo nell’area. Mosca, a dire il vero, non ha motivo per ora di temere la potenza navale americana a queste latitutini (dispone di 40 rompighiaccio contro le tre statunitensi). Ma la stampa russa da un mese tiene d’occhio la Casa Bianca e c’è chi annuncia “la battaglia per l’Artico”, anche , “senza poter escludere l’uso di mezzi militari”, come avverte il canale Zvezda, che fa capo al ministero russo degli Esteri.
Obama intanto ha assicurato che ci sarà un’accelerazione nella “costruzione di almeno una nuova grande rompighiacchio”, anche perché, ha ammesso, se tecnicamente ne abbiamo tre, solo due sono operative”. E nel contesto attuale “le rompighiaccio sono quel tipo di cose che non possono essere rinviate” perché servono alla “protezione degli interessi nazionali e della gestione delle risorse naturali”, ha aggiunto il presidente americano, ricordando che “l’Artico vedrà maggiori traffici” proprio a causa dello scioglimento dei ghiacci e “bisogna essere preparati”.
rompehielos-en-el-artico320x240Proprio lo scioglimento dei ghiacci ha riacceso l’interesse di più nazioni attorno al Circolo polare artico: oltre alla Russia e gli Usa, ci sono Canada, Finlandia, Danimarca, Islanda, Norvegia e Svezia pronte a giocare la partita per le risorse che le alte temperature renderanno più facilmente estraibili. Le stime più caute parlano di gas e petrolio per 30.000 miliardi di dollari solo nel “settore russo”, poi ci sono le potenzialità commerciali della rotta marittima settentrionale, il celebre Passaggio a Nord-Est che permetterà la navigazione tra Oriente e Cina in alternativa alle tradizionali rotte. Secondo l’Istituto russo di Ricerca per l’Artico e l’Antartico, il ghiaccio artico non si formerà più a settembre entro il 2050 e sarà da allora comunque più sottile per tutto l’anno. Il Cremlino ha commissionato decine di studi sulla possibilità di navigazione libera dai ghiacci e relativi profitti. Intanto, Vladimir Putin ha messo tra le priorità per le Forze armate lo sviluppo di infrastrutture nell’Artico. Di recente il battagliero senatore repubblicano John McCain ha consigliato ad Obama di fare più attenzione ai movimenti della Russia nella regione. I membri del Caucus Artico – un gruppo di lavoro ad hoc creato al Senato Usa – hanno commentato oggi l’annuncio di Obama sulle rompighiaccio: un “modesto primo passo”.