Clima: dall’Italia l’ultimo avviso ai governi prima di Parigi

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Il 10 e 11 settembre Roma diventerà la Capitale mondiale del dibattito sul clima

Sos clima: arrivera’ dall’Italia l’ultima chiamata ai big del Pianeta per un accordo serio sulla riduzione dei gas ad effetto serra. “Gli impegni dei governi sono ancora insufficienti” per contenere entro i due gradi il riscaldamento globale e “i tempi sono stretti” in vista della conferenza mondiale sul clima (Cop 21) di fine anno a Parigi. Il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, lancia un avvertimento ma e’ convinto che “la crisi climatica puo’ ancora essere vinta, a patto che si superi la sindrome del ‘passo del gambero’, una gara a chi resta piu’ indietro, pensando di poter sfruttare i benefici della riduzione delle emissioni di gas serra, realizzate pero’ da altri”. Per questo con la Fondazione che presiede ha promosso il convegno internazionale ‘Giustizia ambientale e cambiamenti climatici – verso Parigi 2015′ con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari e la collaborazione di Poste italiane, che si terra’ il 10 e 11 settembre prossimi a Roma, che diventera’ la Capitale mondiale del dibattito sul clima. O meglio, ha spiegato Ronchi, sara’ l’occasione per fare “un bilancio scientifico con alcuni dei piu’ importanti esperti mondiali del settore, prima dell’ultimo appuntamento dei governi in vista della conferenza di Parigi, dove e’ necessario raggiungere un accordo all’altezza della sfida. Sappiamo tutto sui cambiamenti climatici, sulle loro conseguenze e come intervenire. Sta ai governi, in particolare di Cina, Usa e Ue (responsabili del 60% delle emissioni mondiali) impegnarsi per una convergenza pro capite nell’ottica di una maggiore giustizia ambientale”. I lavori si concluderanno con l’Udienza di Papa Francesco dedicata al tema della crisi climatica. Padre Augusto Chendi, sottosegretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari-Pastorale della Salute, auspica che l’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco “possa aprire uno squarcio in queste problematiche” legate ai cambiamenti climatici “che riguardano l’uguaglianza, e che possa coinvolgere la coscienza dei credenti”. La soluzione indicata anche dall’Enciclica, ha ricordato, e’ “nel superamento della logica del calcolo economico e nel dare la priorita’ alla dignita’ della persona a cui il Creato e’ stato dato in custodia”. Le ricadute “pesanti e a volte nefaste sulla salute – ha aggiunto – sono ormai note, per i singoli e livello globale, nelle regioni piu’ sviluppate e per le popolazioni piu’ fragili, nelle aree remote del mondo e di conflitto”. Nelle soluzioni contro la febbre del Pianeta, contano anche le imprese e Poste Italiane ha messo a punto una strategia green, che si declina nel quadro piu’ ampio della tutela dell’ambiente e del territorio, e nei principi di inclusione, di coesione sociale, innovazione e digitalizzazione, il tutto coniugato con l’aspetto economico dell’impresa. “In previsione della Conferenza Internazionale di Parigi – ha detto l’a.d. Francesco Caio – siamo consapevoli dell’importanza della sfida dello sviluppo sostenibile e intendiamo fare la nostra parte per la tutela delle future generazioni”.