Clima, Oceano Meridionale: sorprendente aumento nell’assorbimento di CO2

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Circa un quarto delle emissioni mondiali di CO2, causate da attivita’ umana come bruciamento di carbone, gas e petrolio, viene assordito dagli oceani ogni anno, e il 40% finisce nell’Oceano Meridionale

Il vasto Oceano Meridionale, che circonda l’Antartide, ha sorpreso gli scienziati per la sua capacita’ di assorbire le emissioni di CO2 dall’atmosfera, dopo un periodo in cui l’assorbimento si era ridotto a circa meta’. Vi e’ tuttavia il timore che la conseguente acidificazione stia causando danni alla vita marina. Una ricerca internazionale appena pubblicata sulla rivista Science, coordinata dall’Ente nazionale australiano di ricerca Csiro e dall’Antarctic Climate and Ecosystems Research Centre, mostra che l’accumulo di CO2 , o ‘carbon reservoir’, dopo aver raggiunto il livello piu’ basso negli anni 1990, da circa il 2002 e’ aumentato di circa 0,6 miliardi di tonnellate l’anno, pari alle emissioni totali annue dell’Unione Europea, arrivando a 1,2 miliardi di tonnellate. Circa un quarto delle emissioni mondiali di CO2, causate da attivita’ umana come bruciamento di carbone, gas e petrolio, viene assordito dagli oceani ogni anno, e il 40% finisce nell’Oceano Meridionale. Dieci anni fa aveva cominciato a declinare la capacita’ degli oceani di assorbire le emissioni, che invece venivano diffuse nell’atmosfera. “Questo significa che l’Oceano Meridionale continua a trattenere grandi quantita’ di anidride carbonica, ma vi e’ il timore che la variabilita’ sia maggiore di quanto avessimo compreso”, scrive il coautore australiano della ricerca, Bronte Tilbrook, che ha collaborato con colleghi americani, francesi e svizzeri. “Quindi non e’ chiaro se l’assorbimento continuera’ o se tornera’ a livelli piu’ bassi”. I cambiamenti sarebbero causati dagli andamenti meteorologici e del vento attorno all’Antartide, ipotizza Tilbrook, che esprime preoccupazione per i crescenti livelli di acidificazione causati dallo scioglimento del CO2 nell’acqua salata. “I cambiamenti nell’acidificazione degli oceani in questo secolo sono i piu’ grandi che gli organismi marini abbiano subito negli ultimi 20 milioni di anni. Sono cambiamenti veramente drammatici”. A causa dell’acidificazione, molti degli organismi nell’Oceano Meridionale, ma anche in sistemi tropicali comprese le barriere coralline, incontrano difficolta’ nel formare conchiglie e materiale scheletrico. “Stiamo sottraendo energia dai normali processi vitali come crescere e difendersi da virus e malattie”, avverte Tilbrook. L’acidificazione ha inoltre impatto sui processi metabolici e fisiologici degli organismi, come sviluppo, crescita, riproduzione e respirazione. “Stiamo introducendo stress in parti dell’ecosistema che avranno effetti collaterali ancora non prevedibili. E’ preoccupante per il futuro degli ecosistemi marini”, aggiunge.