Diabete: la personalizzazione della terapia grazie a un prelievo di sangue

Oggi il trattamento del diabete si personalizza scegliendo “il farmaco giusto per il paziente giusto sulla base di un metodo ancora empirico”

“No al trattamento per il diabete ‘a taglia unica’, si’ a quello che tiene conto di una serie di caratteristiche del paziente” e che in futuro si servira’ di “indicatori facilmente acquisibili da un prelievo di sangue o un campione di urine”, per identificare quale la terapia migliore per ciascuno. A prospettare gli sviluppo di una terapia “realmente su misura” e’ Stefano Del Prato, presidente della Fondazione Diabete Ricerca della Societa’ Italiana di Diabetologia intervenuto al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) che si chiude oggi a Stoccolma. Oggi il trattamento del diabete si personalizza scegliendo “il farmaco giusto per il paziente giusto sulla base di un metodo ancora empirico”, specifica l’esperto. Ovvero seguendo la regola dell’alfabeto o dell’ABCDE, che tiene conto dell’eta’ (Age), del peso corporeo (Body weight), complicanze (C), durata della malattia (D) ed educazione del paziente (E). Ma in futuro, dalla farmacogenetica, arriveranno “marcatori genetici in grado di darci informazioni sia sulla possibilita’ di risposta ad un certo tipo di trattamento, sia sul possibile rischio di effetti collaterali per quella terapia”. Malattia sempre piu’ diffusa, il diabete non puo’ esser sottovalutato. Trattarlo serve, sottolinea Del Prato, “a tenere lontano complicanza a carico dei piccoli vasi, che portano alla perdita della vista o della funzione renale o addirittura di un arto”. Ma non solo. La glicemia non puo’ esser dimenticata, “perche’ il diabetico, anche con colesterolo e pressione normali, continua ad avere un rischio di mortalita’ cardiovascolare che e’ doppio rispetto ad un soggetto senza diabete”.