Dipendenza da Facebook: un fenomeno dilagante

Insicurezza, personalità debole e difficoltà a socializzare sono alla base della dipendenza da social network

A volte devi fingerti fesso, ma solo per capire dove può arrivare la gente che crede di essere furba“. “Ricorda che il tempo divide i falsi rapporti, ma rafforza quelli veri“. “Ho fatto la prova costume: mi stanno bene solo le ciabatte“. Chi di voi, che sia iscritto a Facebook, non ha mai letto almeno una volta una di queste frasi? O tante altre simili che affrontano i più svariati argomenti?

Si tratta dei famosi link che, condivisi da un singolo o da un gruppo, fanno poi il giro del web tornandofacebook periodicamente alla ribalta. Ci sono quelli più ironici e irriverenti, e quelli più pretenziosi, che vorrebbero darci lezioni di vita e farci capire come va il mondo. La cosa peggiore in tutto ciò non sta nella loro pretenziosità, ma nel fatto che molti utenti, e non solo adolescenti, siano davvero convinti che queste massime racchiudano delle verità assolute, in grado di farci da linee guida per affrontare la vita nel modo più corretto.

E proprio in questo senso che Facebook creerebbe dipendenza, dandoci l’illusione di riuscire a delineare alla perfezione la nostra personalità, rendendola nota a tutti i nostri “amici”, che in realtà sono per lo più dei semplici contatti. Io sono forte, io sono sicuro, io non soffro perché qualcuno mi ha lasciato, io sono un vincente: questi sono solo alcuni dei messaggi che, più o meno coscientemente, cerchiamo di inviare agli altri attraverso Facebook, e i social network in generale.

La dipendenza da social network è stata definita “Social Network addiction” o “Friendship addiction”, e come ognifacebook2 tipo di dipendenza che si rispetti, anche questa ha i suoi sintomi: forte e frequente bisogno di connettersi, aggiornare il proprio profilo e controllare la propria Home Page, per dare un’occhiata a cosa fanno gli altri, per sentirsi così soddisfatti e appagati; vera a propria astinenza, che si manifesta con episodi di disagio psico-fisico quando non ci si riesce a collegare per un periodo di tempo che varia da soggetto a soggetto; pensiero fisso, ovvero avere sempre in mente Facebook, o simili, e valutare ogni evento della propria vita solo in un’ottica di visibilità sul proprio profilo.

Personalità debole e difficoltà a socializzare sarebbero alla base della dipendenza da social network, i quali darebbero sicurezza permettendo di nascondere ciò che di negativo c’è nella propria vita. Ma, come è logico, la notorietà e la considerazione che si possono avere su un social network sono assolutamente illusorie. Basti pensare al classico caso in cui si hanno “amici” su Facebook che poi nella realtà, incontrandoti per strada, non accennano nemmeno ad un saluto.

I social network sono un incredibile strumento in grado di connettere in tempo reale persone distanti migliaia difacebook4 chilometri tra loro, e in quanto tali andrebbero utilizzati. Ovvero per mantenersi in contatto e rafforzare legami esistenti anche nel mondo reale. Come ogni cosa, farne buon uso è sempre la risposta migliore ai problemi di dipendenza. Se la vostra intenzione è quella di disintossicarvi, bando dunque agli strumenti elettronici costantemente collegati, come telefoni cellulari, PC o Tablet; cercate di ridurre al minimo la vostra cerchia di contatti, selezionando quelli che conoscete o con cui avete rapporti reali; prendete “con le pinze” massime e frasi fatte pubblicate dai vostri contatti; cercate di dedicare più tempo possibile a socializzare concretamente, che sia a scuola, all’aria aperto, in ufficio, o, soprattutto, a casa.

E per concludere, abbiamo scelto proprio una delle famose massime che i link di Facebook hanno reso famosa, in particolare nell’ultimo anno. Si tratta di un concetto emblematico che fa capire come la febbre da social network abbia cambiato il nostro modo di vedere il mondo: “Belli i tempi in cui divertirsi contava più che dimostrare di divertirsi“.