Disastro di Fukushima: rapporto dell’Aiea critica le misure di sicurezza e sminuisce i rischi per la salute

La parziale fusione del nocciolo presso tre reattori dello stabilimento Fukushima Daiichi è stato causato da presupposti errati circa l’adeguatezza delle misure di sicurezza della centrale da parte del gestore Tepco e dei regolatori giapponesi

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha pubblicato il suo rapporto definitivo sul grave disastro nucleare di Fukushima del marzo 2011, quando un violentissimo terremoto e uno tsunami si abbatterono sulla regione del Tohoku causando immani devastazioni e un grave incidente nucleare. Lo riporta il quotidiano “Asahi”. Stando all’Agenzia, la parziale fusione del nocciolo presso tre reattori dello stabilimento Fukushima Daiichi e’ stato causato da presupposti errati circa l’adeguatezza delle misure di sicurezza della centrale da parte del gestore Tepco e dei regolatori giapponesi. Nel rapporto di 200 pagine, corredato di cinque volumi tecnici per un totale di mille pagine cui hanno lavorato 180 esperti da 42 paesi, l’Aiea sostiene che “uno dei fattori che piu’ hanno contribuito all’incidente e’ stata la convinzione diffusa che le centrali nucleari del Giappone fossero del tutto sicure”. In una prefazione al rapporto, il direttore dell’Agenzia, Amano Yukio, sostiene che “in nessun paese puo’ esservi alcun margine di compiacenza in merito alla sicurezza nucleare”. Per quanto riguarda in particolare la centrale di Fukushima, entrata in servizio nel 1971, il rapporto cita falle nella progettazione strutturale e nelle procedure di emergenza del gestore. Il rapporto dissipa invece i timori legati al possibile sviluppo del cancro alla tiroide nei bambini esposti a dosi di radiazioni dopo l’incidente, sottolineando che la radioattivita’ rilevata nella regione e’ sempre stata generalmente bassa.