E’ possibile “prevedere” i terremoti? Ecco come funziona il sistema d’allerta Earthquake Early Warning

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Earthquake Early Warning (EEW) è un sistema che può indicare decine di secondi prima dove si verificherà un terremoto

Un’allerta pre-terremoto, come nei casi di altri disastri naturali, avvisa della circostanza per cui un’attività sismica è imminente. Siamo soliti sentire parlare di allerta meteo, allerta uragano, che giungono anche qualche giorno prima del fenomeno estremo. Nel caso dei terremoti, comunque, il tempo che separa allerta ed evento è molto più ridotto.

Earthquake Early Warning (EEW) è un sistema che può indicare decine di secondi prima dove si verificherà un terremoto. Lo scopo di un tale sistema è di fornire allerte in California o in altre località a rischio sismico in tutto il globo. Il messaggio d’allerta fornito da EEW è particolarmente rilevante per ridurre danni, costi e incidenti prodotti da un evento tellurico. EEW, attraverso il Berkeley Seismological Laboratory, è attualmente in fase di test come parte del sistema sismico in tempo reale della California.

ERA_eew_cartoonCome funziona? Supponiamo che un sisma venga prodotto nella zona contrassegnata dalla stella blu, nell’immagine a destra. Verranno prodotte delle onde sismiche (linee nere): quelle più veloci (in giallo) raggiungeranno per prime il sismografo più vicino e ciò innescherà nel sistema EEW una triade di algoritmi che determineranno magnitudo e origine della scossa. Poco tempo dopo, il fronte d’onda secondario (in rosso) raggiunge la stazione: è questo ritardo che fa funzionare l’intero sistema. In tal modo è possibile analizzare le caratteristiche dell’onda ed inviare l’allerta in una località distante, prima che vi giunga il sisma. Ciò può, ad esempio, consentire, di fare scattare i piani d’allerta.

Ora, le comunicazioni avvengono alla velocità della luce e molto più velocemente di un’onda sismica, ma tutto è relativo. Gli esperti stanno lavorando per minimizzare tutte le problematiche connesse all’elaborazione dati e allerta, ad esempio riguardanti la posizione delle stazioni sismiche: le onde primarie viaggiano più o meno a 5 miglia al secondo, quindi se la stazione più vicina si trova a 10 miglia di distanza, sono già stati persi due preziosissimi secondi.

Comunque, anche con le difficoltà connesse, il metodo può fornire un’avviso prima dell’onda secondaria, cioè quella che porta con sé i danni. Sistemi simili vengono attuati o sono in fase di sviluppo in molti Paesi (tra cui Giappone, Taiwan, Turchia e Romania).

Alcuni studi sulla metodologia dell’EEW mostrano che il tempo di allerta può variare da alcuni a decine di secondi, a seconda della distanza dall’epicentro. Tempo sufficiente per rallentare o fermare i trasporti, allontanarsi da macchinari pericolosi, rannicchiarsi sotto una scrivania, spegnere o isolare sistemi industriali.