Ecco come “El Niño” scalda il nord America e l’Europa, tutto merito dei “fiumi troposferici” provenienti dal Pacifico

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Grazie ai “fiumi troposferici” “El Niño” continua a scaldare il clima fra nord America ed Europa

Se in Europa solo ora l’autunno comincia a lanciare piccoli segnali di risveglio, dall’altra parte dell’Atlantico invece prosegue la corsa infinita dell’estate 2015, risultata una delle più calde di sempre. Sul continente nord americano in realtà non si mai spenta la “fornace” estiva, mentre le masse d’aria più fredde provenienti dall’Artico canadese rimangono relegate alle alte latitudini, fra l’Arcipelago Artico canadese e i Territori del Nord-Ovest.

Notevole il caldo ancora presente su gran parte degli USA
Notevole il caldo ancora presente su gran parte degli USA

Anche quest’ultima settimana è stata caratterizzata dal continuo ripetersi di intense ondate di calore che avvettano masse d’aria piuttosto calde dagli “arroventati” deserti degli USA sud-occidentali fino al Canada centro-orientale, dove solo ieri si sono misurate temperature massime davvero rilevanti per metà Settembre, con picchi che hanno raggiunto i +34°C +35°C all’ombra. Questa persistenza del caldo su gran parte del continente nord americano, con anomalie termiche che superano punte di +3°C +5°C rispetto le medie stagionali su gran parte degli stati contigui degli USA e sul territorio canadese, è frutto del tipico pattern di “El Niño” che in queste settimane si è andato a collaudare fra il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico. Tutto merito dei “fiumi troposferici”, ossia flussi di masse d’aria che dalla calda superficie oceanica si espandono lungo l’intera colonna troposferica.

El-Nino-1997La presenza di forti anomalie termiche positive sulla superficie del Pacifico nord-orientale, con valori di circa +2.5°C +3.0°C rispetto la tradizionale media climatologica, sta trasferendo alle masse d’aria sovrastanti un ingente quantitativo di calore latente che gradualmente sale fino all’alta troposfera. Giunte ad una certa altezza, quasi al limite con la stratosfera, queste masse d’aria molto calde, ma anche ricche di vapore acqueo, al traverso delle latitudini sub-tropicali, tendono a ridiscendere verso il basso (“Subsidenze atmosferiche”), andando ad alimentare la fascia anticiclonica, nota come “Cella di Hadley”, che solitamente insiste in questa zona.

I "fiumi troposferici" osservati dalle immagini del vapore acqueo
I “fiumi troposferici” osservati dalle immagini del vapore acqueo

Quest’ultima, venendo supportata da questo fiume troposferico” di aria particolarmente calda aspirata dalle calde acque superficiali del Pacifico orientale, molto più calde del normale, tende ad elongarsi lungo i meridiani, solitamente con due rami ascendenti più stretti del normale che si distendono al traverso della West Coast americana e dell’Atlantico orientale, convogliando su queste aree anche intense onde di calore. In sostanza la circolazione atmosferica lungo i meridiani, grazie all’intensa quantità di “energia termica” fornita dalla calda superficie dell’oceano Pacifico, risulta più vigorosa del normale, incentivando così le spinte verso le alte latitudini dei promontori anticiclonici sub-tropicali.

assets-climatecentral-org-images-uploads-news-9_27_13_andrew_ipccobservedchange-500x298Per cui quest’anno non c’è da stupirsi se spesso il robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale sahariano sia riuscito a distendere i propri elementi più settentrionali fino all’estremo nord della Scandinavia, della Russia europea, e in qualche caso persino fin sul mar Glaciale Artico, saldandosi temporaneamente con altre figure anticicloniche di origine polare. Negli ultimi tre mesi, durante il rafforzamento del fenomeno di “El Niño”, giunto alla fase “strong”, questi “fiumi troposferici” in ascesa dalle caldissime acque superficiali del Pacifico tropicale orientale, specie dal tratto attorno le Hawaii, seguendo il meccanismo dinamico sopra descritto hanno contribuito a irrobustire e a rendere ancora più possenti i promontori anticiclonici legati alla “Cella di Hadley”, che dall’area caraibica e dell’Atlantico tropicale tende a spingersi ulteriormente verso latitudini più settentrionali, creando le tipiche configurazioni adatte alle grandi onde di calore, come quelle che in Luglio, e più recentemente la scorsa settimana, hanno investito sia gli USA centro-orientali che gran parte dell’area Mediterranea e l’Europa centro-orientale.

12011327_10206249440373286_4558450704014630456_nOndate di calore che con molta probabilità torneranno a ripresentarsi con una certa frequenza anche nei mesi di Ottobre e Novembre. A dimostrazione di come gli eventi di “Niño” più forti, come quello di quest’anno, siano capaci di alterare la circolazione generale atmosferica su buona parte della Terra.