Edgar’s Mission Farm Sanctuary, dove gli animali maltrattati riacquistano la libertà [FOTO]

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Di  animali l’ Edgar’s Mission Farm Sanctuary ne ha curati e salvati molti: ecco le storie più emozionanti che hanno portato alla riconquista della libertà

Aveva fatto commuovere il web la storia di Frostie, la capretta di appena una settimana che, a causa di un’infezione contratta alle zampe posteriori, non poteva fare a meno di un carrellino per muoversi, preso in prestito dal suo amico, il porcellino Leon, che l’aveva utilizzato in precedenza per recuperare l’uso delle zampette danneggiate alla nascita da un movimento della madre che l’aveva schiacciato col suo peso. Purtroppo Frostie non ce l’ha fatta ma tante sono le storie tipo la sua che ci hanno fatto piangere; come quella della mucca Clarabelle, salvata a poche ore dalla macellazione, che ha fatto nascere la sua cucciola, Chiamata Valentine in quanto nata il giorno di San Valentino, nascondendola nell’erba folta per proteggerla, gesto dettato dall’istinto materno.

EDGAR 7Di animali l’Edgar’s Mission Farm Sanctuary ne ha curati e salvati molti. Si tratta di un’organizzazione senza scopo di lucro, che fornisce assistenza a più di 300 esemplari, trasformandoli da spaventati e malaticci, in sani e felici, dando loro l’attenzione e l’amore che meritano. Il fondatore dell’organizzazione è Pam Ahern, morto nel 2010, che ha salvato un maiale di nome Edgar (da cui deriva il nome del santuario), un maiale che adorava, al punto da lasciare il lavoro e dedicarsi totalmente alla costruzione del centro, spinto dal sogno di un mondo più umano e più giusto. Oggi è la volta di Ruby, una stupenda femmina di pastore australiano Kelpie, acquistata dal suo ex padrone per badare ad un gregge di pecore, giudicata “inadatta” alle sue mansioni al punto da decidere per il suo abbattimento. Per fortuna il santuario, che si trova a Melbourne, in Australia, l’ha salvata da un tragico dstino al punto che, dopo aver pian piano riguardagnato la fiducia negli esseri umani, ora Ruby, divenuta una mascotte , al punto da accompagnare lo staff in incontri e presentazioni pubbliche, si preoccupa dell’accoglienza dei nuovi bisognosi arrivati, occupandosi di animali impauriti o feriti, coccolandoli e riservandoli loro le meritate attenzioni.