Equinozio d’autunno: il fascino di un evento ricco di storia e culti ancestrali

MeteoWeb

Chiamato dai Druidi Alban Elfed, connesso alla figura dell’Arcangelo Michele, legato ai miti di Persefone e Mabon, l’Equinozio d’autunno ha un fascino particolare

La celebrazione dell’Equinozio d’autunno ha origini antichissime. Chiamato dai Druidi Alban Elfed (Luce d’Autunno) o Alban Elued (Luce dell’acqua), dove l’acqua rappresenta l’oceano cosmico in cui il sole si immerge, scendendo nelle profondità che diventano sempre più oscure , proprio come le giornate invernali, esso segna la fine della mietitura così come Lughmasad ne aveva segnato l’inizio.

EQUINOZIO STORIASi tratta di un momento in cui il dio Sole comincia a declinare per far posto alle divinità femminili, lunari. Durante il periodo dell’equinozio si celebravano i riti di Mithra, signore del cosmo e mediatore tra divinità e esseri umani; spesso raffigurato in mezzo a due portatori di fiaccola, uno con la torcia sollevata per simboleggiare l’Equinozio primaverile; l’altro con la torcia abbassata per simboleggiare l’Equinozio autunnale. Connessa all’equinozio è la figura dell’Arcangelo Michele, celebrata nelle campagne in molte regioni europee ma soprattutto nel Sud Italia; legato alla forza solare e al vigore marziale, che appare nell’iconografia cristiana come difensore della luce, abbattendo con la sua spada un mostro tellurico accasciato ai suoi piedi, simbolo delle forze del male. Egli è sinonimo della volontà necessaria ad attraversare il buio delle stagioni fredde, della promessa e della speranza.

EQUINOZIO STORIA 1Il suo culto si diffuse in Europa lungo l’ideale asse che unisce il Santuario del Monte Gargano, Montesantangelo, a quello di Mont Saint Michel in Normandia, seguendo in buona parte lo sviluppo della via Francigena. Oltre ad essere rappresentano con una spada con la quale squarcia il buio, sconfigge il male e riporta il conforto della luce ai suoi protetti; l’Arcangelo Michele appare anche con un’altra rappresentazione iconografica, come” pesatore d’anime”. Settembre è il periodo in cui si svolgevano in Grecia i Grandi Misteri Eleusini, basati sul simbolismo del grano, durante i quali veniva rievocato il rapimento di Persefone, figlia della della dea Demetra, che regola i cicli vitali della terra. Condotta agi Inferi dal dio Ade per farla sua sposa; secondo la leggenda Demetra, in segno di lutto, rese impossibile il germogliare delle sementi e delle piante e sterile la terra fin quando non riebbe sua figlia. I Celti, invece, celebravano Mabon, dio della giovinezza legato alla primavera.

EQUINOZIO STORIA 3Il suo nome significa letteralmente “figlio” della grande dea Modron (Madre). Ma come mai Mabon, dio della giovinezza e della luce, è associato all’autunno? Come ogni divinità legata al percorso del Sole e alla rinascita primaverile (es. lo slavo Jarilo, il greco Attis, il mediorientale Yehoshua/Iesosus ecc.), il suo destino ciclico è quello di nascere da una Grande Madre, morire scendendo negli Inferi, rimanerci come un seme piantato, per poi rinascere ancora in primavera come un germoglio, nel grande ciclo della Natura. Mabon viene rapito e portato nell’Annwn e, come Persefone, riportato alla vita in primavera.

EQUINOZIO STORIA 5 Essendo legato al Sole, Mabon fu identificato dai Romani con Apollo Maponus, simile all’alter ego celtico in tutto e per tutto: per l’aspetto giovanile e luminoso, per l’essere anch’egli cacciatore come la sorella Diana e per lo spirito silvano. Con l’equinozio d’autunno è come se gli uomini si ripiegassero su se stessi, nella loro interiorità, per poi “rinascere a nuova vita” in primavera. L’equinozio d’autunno è il tempo in cui l’uomo si rende conto di appartenere ad una dimensione di vita comune ad ogni essere vivente del pianeta, distribuendo la sua esistenza lungo le stagioni, crescendo, sviluppandosi e ritornando alla Madre Terra, in un eterno ciclo di rinascita.