Expo: in futuro “serve meno commercio e più cultura”

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Ad Expo, il Presidente della Fondazione Golinelli dice la sua circa la tematica dell’Esposizione Universale: l’alimentazione è prima di tutto cultura

“Expo? Meno commercio, piu’ cultura”. E’ con questo spirito che Marino Golinelli, imprenditore bolognese e fondatore della Fondazione Golinelli, si e’ presentato all’Esposizione universale nello spazio dell’Emilia Romagna, con il suo progetto ‘Culture feeds the planet’. “Ho l’impressione che il tema dell’alimentazione in questa Expo sia stato trattato molto dal punto di vista dell’innovazione commerciale e industriale – ha osservato il filantropo bolognese – mentre sarebbe stato meglio concentrarsi sull’aspetto culturale, perche’ fenomeni come la fame e lo spreco alimentare sono problemi culturali”.

golinelli“Non possiamo prevedere come sara’ il mondo tra 50 anni – ha proseguito – ma possiamo e dobbiamo fornire a tutti i giovani un bagaglio culturale che gli permetta di sentirsi cittadini del mondo. E’ il compito che chi fa impresa deve prefiggersi, in un’ottica di responsabilita’ sociale. Per questo il nostro slogan e’ ‘La cultura nutre il Pianeta'”. L’incontro con Golinelli e’ stato anche l’occasione per presentare ‘Gradi di liberta”, la mostra di arte e scienza che il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna ospitera’ dal 18 settembre al 22 novembre. “Sara’ l’occasione – ha commentato Golinelli – per parlare dei problemi della nutrizione e dell’agricoltura anche nell’ottica della liberta’ personale, per cercare di diffondere una visione piu’ democratica di equilibrio sociale”. La Fondazione Golinelli, a Expo dal 31 agosto al 2 settembre, si occupa dal 1988 di formazione ed educazione, con attivita’ didattiche per bambini, giovani, insegnanti e cittadini. Il 3 ottobre inaugurera’ la sua nuova sede l’Opificio Golinelli, sorto su un’ex area industriale di 9mila metri quadri in via Paolo Nanni Costa, a Bologna; 4.500 metri quadri al chiuso e 4.500 all’aperto. Promette di essere “il piu’ grande laboratorio didattico d’Italia, con 150mila visite all’anno previste, un cuore pulsante per la crescita culturale e l’innovazione scientifico-tecnologica del territorio”, ha detto il direttore della Fondazione, Antonio Danieli.