Tavola rotonda con il presidente Coldiretti Moncalvo sul vero cibo made in Italy
I prodotti alimentari “Made in Italy” devono essere prodotti interamente in Italia o e’ possibile definire prodotto italiano anche quello che utilizza materie prime estere? Il problema resta aperto, almeno a giudicare dalla tavola rotonda organizzata a Expo al padiglione “Cibus e’ Italia-Federalimentare” dal periodico GdoWeek in collaborazione con Fiere di Parma. Per il Gruppo Petti, che produce passate di pomodoro, polpe e pelati, il prodotto Made in Italy deve essere italiano “dal campo allo scaffale”, come ha spiegato l’ad Pasquale Petti. Di parere opposto Roberto Brazzale, presidente dell’omonimo gruppo lattiero-caseario, secondo il quale “per riuscire a soddisfare la domanda complessiva di alimenti, composta dalla somma dei consumi interni piu’ la quota destinata all’export, l’Italia deve necessariamente importare materie prime da trasformare, ovvero prodotti finiti gia’ trasformati all’estero”. Per Roberto Moncalvo, Presidente della Coldiretti, invece, i consumatori “chiedono innanzitutto trasparenza e tracciabilita’. In un momento di crisi bisogna portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza e della verita’ per combattere la concorrenza sleale e rispondere alle reali esigenze dei consumatori. E quando si parla di importazione necessaria di materie prime alimentari bisogna ricordare anche che esistono aree agricole non piu’ coltivate perche’ non c’era piu’ convenienza, e che invece vanno rivitalizzate”. Per migliorare la comunicazione, la catena distributiva Consorzio Coralis ha lanciato una “super-etichetta”, “Etiche’tto”, applicata ai prodotti alimentari italiani al 100%. Ne ha parlato il presidente, Eleonora Graffione.


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