Exposalute: donne e celiachia, complicanze gravi se non viene trattata

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Una dieta senza glutine e’ fondamentale per chi e’ affetto da celiachia, soprattutto se donna, ma inutile se non addirittura deleteria per chiunque altro. E’ uno dei messaggi lasciati oggi a Expo Milano 2015 dal dottor Marco Silano dell’Isituto Superiore di Sanita’ in occasione di uno dei workshop organizzati dal Ministero della Salute. L’esperto ha spiegato quanto sia importante arrivare a un diagnosi della malattia, ancor piu’ per l’universo femminile perche’, ha sottolinetao, “la celiachia e’ donna. Primo – ha chiarito – perche’ due celiaci su tre sono donne, ovvero sappiamo che la malattia predilige il sesso femminile anche se non sappiamo ancora perche’, e secondo perche’ nelle donne la celiachia non trattata espone a una serie di complicanze che sono piu gravi di quelle che possono comparire negli uomini”.

celiachiaIn particolare, si va dai disturbi della fertilita’, con l’estrema difficolta’ a concepire bambini, alle irregolarita’ nel ciclo mestruale, come un menarca tardivo e una menopausa precoce; inoltre, anche quando le donne affette da celiachia riescono a rimanere incinta vanno incontro fino anche a quattro aborti spontanei, con molti problemi per il fato nel caso, invece, di gravidanza portata a termine. Inoltre, le donne celiache non trattate mostrano anemie gravi, anche fisiologiche legate alle perdite mensili che possono essere anche molto importanti, e osteoporosi visto che il malassorbimento del calcio viene associato alla celichia. Di qui, dunque, l’importanza sottolineata con forza da Silano di una diagnosi, a fronte di una stima di piu’ di 400mila celiache in Italia che che non sanno di esserlo. Ma l’intervento dell’esperto a Expo ha offerto anche l’opportunita’ di sfatare due miti purtroppo diffusi: il primo riguarda le possibilita’ di donazione del cordone ombelicale da parte delle donne celiache, spresso erroneamente loro negata: “le donne celiache – ha precisato Silano – possono donare il cordone purche’ a dieta senza glutine da almeno sei mesi”. Il secondo luogo comune, talmente radicato da avere esponenti di richiamo come l’attrice statunitense Gwyneth Paltrow: “c’e’ questo mito del tutto infondato scientificamente – ha fatto notare l’esperto – che il glutine gonfi e faccia venire il mal di pancia e che, quindi, mangiare senza glutine faccia bene anche a chi non e’ celiaco. Sono in realta’ fesserie perche’ una dieta senza glutine e’ una vera e propria terapia che va fatta solo da chi e’ celiaco e non ha effetti benefici per chi non ha la malattia, anzi: tende ad essere un po’ ingrassante – ha concluso Silano – perche’ i prodotti senza glutine sono a base di mais e patate”.