Lo studio è stato condotto su 7mila pazienti tutti con una malattia cardiovascolare già in atto, assegnati random al farmaco o a un placebo
Per la prima volta uno studio ha dimostrato che un farmaco antidiabete di nuova generazione puo’ abbassare le morti cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2 del 38%. Lo studio sugli effetti della empagliflozina e’ stato pubblicato dal New England Journal of Medicine, e i risultati sono stati presentati al meeting dell’Easd, la societa’ europea per lo studio del diabete, in corso a Stoccolma. Lo studio e’ stato condotto su 7mila pazienti tutti con una malattia cardiovascolare gia’ in atto, assegnati random al farmaco o a un placebo. Dopo tre anni di studio il 10,5% dei soggetti che prendevano il farmaco ha avuto un attacco cardiaco o un ictus o e’ morto per un problema cardiovascolare come l’insufficienza cardiaca, mentre nell’altro gruppo il tasso e’ stato del 12,1%. “Questo implica una riduzione del rischio relativo del 14% – spiegano gli autori dello studio – ma se si restringe il campo alle morti per problemi cardiovascolari il minor rischio e’ risultato del 38%”. Il farmaco fa parte della categoria dei Sglt2 inibitori, che abbassano il tasso di glucosio nel sangue inibendo il suo riassorbimento nei reni”.


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